BELGIO, FORESTA ABBATTUTA PER FAR SPAZIO A UNA MEGA-FABBRICA DI PLASTICA

BELGIO, FORESTA ABBATTUTA PER FAR SPAZIO A UNA MEGA-FABBRICA DI PLASTICA

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Un governo provinciale in Belgio giovedì (7 novembre) ha concesso al colosso petrolchimico europeo Ineos il permesso di abbattere una foresta per poter costruire un nuovo grande impianto di plastica ad Anversa.

Il permesso consente a Ineos di abbattere 48 ettari (119 acri) di alberi in cui è previsto il nuovo impianto che trasformerà l’etano, un sottoprodotto dell’estrazione di gas naturale, in etilene, un componente fondamentale per la plastica di uso comune. La fonte di materiale è insolita per l’Europa: funzionerà con etano liquido importato dai campi di scisto in Pennsylvania, il centro del boom del fracking statunitense.

Il prezzo del gas naturale americano è precipitato, spinto dalla sovrabbondanza causata dal boom della tecnica del fracking. Ciò ha contribuito a incoraggiare l’espansione della produzione di plastica negli Stati Uniti, con oltre 300 impianti di plastica americani consentiti o pianificati per il prossimo futuro, incluso il principale campus di Shell per la produzione di plastica attualmente in costruzione vicino a Pittsburgh. Ora, quegli stessi prezzi bassi stanno incoraggiando la produzione di plastica in Europa, grazie alla flotta di navi appositamente progettata da Ineos che può trasportare gas liquido dalla Pennsylvania attraverso l’Atlantico.

Un gruppo di attivisti locali formato per opporsi alla costruzione dello stabilimento di Ineos, “Antwerp Shale Free”, intende presentare un appello per opporsi alla decisione, afferma Pieter Lievens, un residente locale e membro fondatore del gruppo.

Il prossimo passo per Ineos sarà quello di ottenere un permesso per l’impianto: l’azienda prevede che occorrano dai quattro ai cinque anni per la costruzione. Una volta completato, il nuovo impianto produrrebbe circa 750.000 tonnellate di plastica vergine all’anno. Il porto di Anversa ospita già diversi impianti di produzione di materie plastiche. Le coste locali sono disseminate di minuscoli pellet di pre-produzione chiamati “nurdles”, che sono la seconda più grande fonte di microplastica nell’ambiente.

Ineos sta inoltre procedendo con i piani per espandere i suoi impianti di plastica esistenti in Norvegia e Scozia, da un milione di tonnellate ciascuno. I cracker di etano, proprio come le raffinerie di petrolio, devono essere continuamente alimentati per funzionare correttamente e avere una vita utile da 30 a 40 anni, il che significa che la nuova infrastruttura bloccherà l’Europa in un flusso costante di plastica vergine a buon mercato per decenni: una contraddizione se pensiamo come l’UE si stia impegnando a vietare diversi tipi di prodotti in plastica monouso entro il 2021.

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