CIRCHI, AUDIZIONI AL SENATO SU STOP ALL’USO DI ANIMALI

CIRCHI, AUDIZIONI AL SENATO SU STOP ALL’USO DI ANIMALI

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Stop ai finanziamenti al circo con animali. È quanto hanno chiestoassociazioni di protezione animale e veterinari in audizione in commissione Istruzione al Senato sulla dismissione dell’utilizzo di animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti. Dopo che il governo gialloverde ha lasciato cadere la vecchia delega Franceschini, infatti, per togliere gli animali dai tendoni occorre ripartire da zero. La discussione riprende con un “ffare assegnato” alla commissione Istruzione e Cultura, che si concluderà con una risoluzione.

“Chiediamo che il documento venga integrato con azioni che, anche alla luce dell’indirizzo del superamento dell’uso di animali e nell’ottica della definizione di nuovi criteri e parametri regolatori e di investimenti, non venga più finanziato, il prima possibile, l’utilizzo animali nei circhi, ma che questi fondi vengano dati alla riconversione in attività senza l’uso di animali in aderenza al principio della trasmissione culturale dello spettacolo”. Lo ha detto – come riporta Public Policy – il presidente di LAV onlus, Gianluca Felicetti. “La nostra speranza è che il 2020 possa essere l’anno in cui l’Italia con la riforma del Fondo unico per lo spettacolo e con la legge delega sullo spettacolo e il relativo decreto legislativo attuativo, potrà scrollarsi di dosso questa eredità pesante della violenza contro gli animali costretti alla prigionia nei circhi e anche al rilancio di un circo davvero umano e alle forme di spettacolo che non utilizzano animali”, ha aggiunto Felicetti.

Sulla stessa linea la  Federazione nazionale ordini veterinari italiani. “Per il circo tradizionale è arrivato il momento di evolversi. Non siamo contro i circhi ma contro l’utilizzo di animali selvatici esclusivamente a fini ludici”. Lo ha detto la vicepresidente FNOVI, Carla Bernasconi. “Gli animali selvatici nei circhi non si trovano in stato di benessere perché, al di là dell’ammansimento – ha spiegato – mantengono le necessità e le esigenze degli animali selvatici. I metodi utilizzati per ammansire gli animali inoltre riportano a dei comportamenti innaturali per la loro indole. Non si può pensare che gli animali che sono nati nei circhi sono animali domestici, perché il loro essere animale selvatici permane continuamente”. “Infine – ha sottolineato – anche le caratteristiche di questi spettacoli generano stress, gli animali subiscono rumori, situazioni di fastidi, luci, viaggi e trasporti in condizioni limitate. Quando poi arrivano nelle piazze lo stazionamento è in posti molto angusti”.

Di opposto avviso, ovviamente, i diretti interessati. “Nel 2018 e nel 2019 sono stati assegnati ai circhi classici con gli animali circa 1-1,1 milione di euro ma inevitabilmente percepiranno di meno. Sulla quantità dello stanziamento ognuno ha le proprie idee. Io lo ritengo di gran lunga al di sotto del limite minimo della decenza”, ha detto Antonio Buccioni, presidente dell’Ente nazionale circhi,  che ha aggiunto: “Sì a una rigorosa regolamentazione della presenza degli animali nei circhi no a una critica ideologizzata eliminazione senza motivo”.

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