FRANCIA, DONNA INCINTA UCCISA DA CANI: DUBBI SU MUTA DA CACCIA

FRANCIA, DONNA INCINTA UCCISA DA CANI: DUBBI SU MUTA DA CACCIA

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Restano per ora senza risposta le domande su un caso di omicidio che scuote la Francia. Quattro giorni dopo la scoperta del corpo senza vita di Elisa Pilarski, la donna incinta di 29 anni che, secondo i primi risultati dell’autopsia, è morta in una foresta nell’Aisne per l’aggressione di uno o più cani.
Secondo il quotidiano Le Parisien, una muta di dozzine di cani impegnati in una battuta di caccia era vicino alla scena della tragedia. Su richiesta dell’autorità giudiziaria, sono stati effettuati test del DNA sui 93 animali dei cacciatori, nonché sui cinque dei quali la vittima e il suo compagno erano proprietari.
Secondo una fonte della polizia, il confronto tra i campioni prelevati sui cani e sulla vittima potrebbe richiedere da alcuni giorni a diverse settimane.
La cronologia degli eventi è ormai quasi interamente nota. Sabato, a mezzogiorno, Elisa accompagna uno dei suoi cani ai margini della foresta di Retz, nel comune di Saint-Pierre-Aigle. Tra le 13:00 e le 13:30,contatta il suo compagno, Christophe, che lavora all’aeroporto di Roissy-Charles-de-Gaulle, per “denunciare la presenza di cani minacciosi” e chiedergli di tornare al più presto.
Un’ora dopo, il cane che accompagnava Elisa (ferito da morsi) guida Cristophe sul luogo della tragedia.
La Societé de Vénerie, una sorta di Federazione dei cacciatori con muta di cani, sottolinea che in questa fase delle indagini “nulla dimostra il coinvolgimento dei cani da caccia nella morte della donna”. Certo è invece che alla battuta di caccia partecipava il comandante dipartimentale della gendarmeria dell’Aisne. Il magistrato ha escluso questa unità dalle indagini. (Foto:Luna04)

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