DA LATINA ALLA RUSSIA, LAV: FINISCE L’INCUBO PER CINQUE TIGRI

DA LATINA ALLA RUSSIA, LAV: FINISCE L’INCUBO PER CINQUE TIGRI

439
CONDIVIDI

Un parziale lieto fine nella vicenda delle dieci tigri partite da un allevamento di un circo, di Latina e destinate ad un sedicente Zoo in Daghestan (Federazione Russa). Cinque di loro, battezzate Merida, Aqua, Toph, Sofi e Sanson, hanno raggiunto ieri Primadomus (centro di recupero spagnolo gestito dai nostri partner di Animal Advocacy and Protection) a bordo di mezzi idonei al loro trasporto, e climatizzati appositamente, per minimizzare quanto più possibile i disagi del viaggio.

Finalmente non saranno più sfruttate o ridicolizzate e, almeno per loro, possiamo esultare per lo scampato pericolo di finire in uno zoo degli orrori, in un circo russo, oppure perder per sempre le loro tracce nell’intricato mercato nero internazionale di animali selvatici. Un destino cui sono scampate anche le altre quattro tigri sopravvissute (una era morta a causa delle condizioni di trasporto), anche se rimarranno in due zoo in Polonia.

Nonostante questo risvolto positivo della vicenda rimangono ancora molti dubbi:

  1. Perché 10 tigri ibride erano state “cedute” ad un sedicente Zoo del Daghestan?
  2. Perché è stato autorizzato il trasporto in quelle casse e gabbie, definite unanimemente “non idonee” e inadeguate?
  3. Perché è stato autorizzato un viaggio così lungo (57 ore senza soste) in quelle condizioni?
  4. Quando è morta esattamente la tigre? Durante il viaggio o nell’attesa al confine bielorusso?

“Per fare luce su quanto accaduto abbiamo sporto una denuncia verso ignoti, che è però stata archiviata in tempi record. Ma noi non ci fermiamo: stiamo infatti già preparando l’opposizione alla decisione del PM”, afferma Andrea Casini, responsabile LAV Area Animali esotici.

(Testo Lav, foto Primadomus AAP)

Commenti

commenti