ORCHE NEL PORTO DI GENOVA, GLI ESPERTI: EVITARE LORO QUALSIASI STRESS

ORCHE NEL PORTO DI GENOVA, GLI ESPERTI: EVITARE LORO QUALSIASI STRESS

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Una riunione di coordinamento sui quattro esemplari di orche (il quinto, un cucciolo, è purtroppo deceduto) nell’avamporto di Genova Prà: a indirla la Capitaneria di Porto di Genova, alla presenza – riporta Askanews – di tutta la comunità scientifica cetologica genovese e non, che dal 1 dicembre si è attivata per il monitoraggio di questo eccezionale e prolungato evento. L’analisi delle informazioni disponibili ha portato i partecipanti a condividere la decisione che la soluzione migliore per salvaguardia degli animali sia quella di continuare a garantire loro la massima tranquillità possibile, evitando interventi e mantenendo la validità dell’ordinanza emanata dalla Capitaneria di Porto di Genova per limitare l’interferenza tra l’attività di navigazione e la presenza delle orche. Altri interventi, come il “richiamo” al largo, rischierebbero di creare livelli di stress maggiori a questi esemplari di una specie marina protetta. Le orche hanno ripetutamente dimostrato di avere autonomia di movimento e di non avere impedimenti fisici ad allontanarsi dall’imboccatura del porto. La motivazione della loro permanenza non è certa: potrebbe essere legata alla morte del cucciolo di cui ancora non è stato trovato il corpo, o allo stato precario di salute di un altro membro del gruppo. Questa mattina alle ore 11.30 i quattro esemplari, dopo essere usciti dall’area genovese sono stati avvistati di fronte al porto di Vado in direzione ponente. Il team di ricercatori e la Capitaneria di Porto continueranno il monitoraggio per verificare se si tratta di uno spostamento definitivo o temporaneo.

Alla riunione erano presenti rappresentanti di Università di Genova, attiva in collaborazione anche con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Università di Pisa, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (Centro di Referenza Nazionale per le Indagini Diagnostiche sui Mammiferi marini spiaggiati – C.Re.Di.Ma), Istituto Tethys, Acquario di Genova, Fondazione Acquario di Genova Onlus, Whalewatch Genova Golfo Paradiso, Associazione Menkab e documentaristi della società Artescienza. Alla riunione erano presenti anche, in collegamento da Roma, ricercatori dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Ente pubblico di ricerca di riferimento per il Ministero dell’Ambiente.

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