CACCIA, ENPA: MINISTERO DELL’INTERNO INTERVENGA CONTRO L’ILLEGALITÀ

CACCIA, ENPA: MINISTERO DELL’INTERNO INTERVENGA CONTRO L’ILLEGALITÀ

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Milioni di animali selvatici sempre più rari uccisi solo per il sadico divertimento di pochi. Campagne “militarizzate” da piccoli eserciti di persone che, anziché rispettare la natura, girano armati. Regioni che calpestano sentenze di TAR, Corte Costituzionale, Consiglio di Stato e gli autorevoli pareri scientifici al fine di mantenere una manciata di consensi. E vittime umane.  Questo il terribile quadro della caccia in Italia che devasta ambienti, inquina habitat e mette in pericolo la vita di escursionisti, cittadini, e anche dei bambini. Domani la stagione chiude, ultimo giorno per sparare. L’Ente Nazionale Protezione Animali: “Ormai è una questione di sicurezza, chiediamo l’intervento del Ministro dell’Interno e che vengano innalzati i massimali delle polizze assicurative”.

Tra tutte le forme venatorie, l’Enpa sottolinea la pericolosità e l’alto impatto ambientale della caccia al cinghiale, causa dei principiali incidenti che coinvolgono anche le persone e che quest’anno ha causato diverse vittime. Anche per questo l’Associazione ritiene necessario l’innalzamento dei massimali delle polizze assicurative, che tra l’altro alimentano una parte del fondo destinato alle vittime della caccia

L’Enpa punta anche il dito sulla “facilità” con la quale è possibile ottenere oggi il rinnovo della licenza di caccia, che avviene ogni 5 anni dietro presentazione di un certificato medico. “Chiediamo al Ministero dell’Interno – afferma Enpa – che sia introdotta una norma che preveda, dopo il raggiungimento di una certa età, l’obbligo di un controllo psicofisico annuale. E’ impensabile che possano girare armati ultrasettantenni che possono rappresentare un pericolo per loro stessi e per gli altri”.

In un quadro drammatico per l’ambiente, dove si tagliano i parchi e dove la piaga del bracconaggio assume connotati drammatici, e dove per l’Unione Europea siamo sorvegliati speciali per le nostre politiche venatorie troppo permissive, chiediamo all’attuale Governo di intervenire con forza, soprattutto nei confronti di quelle regioni, dei dirigenti, della cariche politiche che continuano ad emanare consapevolmente atti illegittimi, contro gli interessi dei cittadini che invece vorrebbero maggiori tutele per gli animali selvatici riconosciuti dalla legge nazionale 157/92 come “beni indisponibili dello Stato”.

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