EUROPARLAMENTO: STOP AL COMMERCIO ILLEGALE DI CANI E GATTI

EUROPARLAMENTO: STOP AL COMMERCIO ILLEGALE DI CANI E GATTI

321
CONDIVIDI
europarlament2.jpg

Sistema obbligatorio Ue di identificazione per cani e gatti, sanzioni piu’ severe per il commercio illegale ed infine incoraggiare i cittadini ad adottare piuttosto che acquistare gli animali domestici. Sono i punti salienti indicati nel piano d’azione Ue chiesto dal Parlamento europeo per proteggere il benessere degli animali, i proprietari di cani e gatti e la salute pubblica. Nel testo si chiede di porre fine al commercio illegale di animali da compagnia. La risoluzione non legislativa e’ stata approvata con 607 si’, 3 contrari e 19 astenuti e chiede un’iniziativa contro il commercio illegale di animali da compagnia, che e’ causa di sofferenze per gli animali, di diffusione di malattie, e genera introiti elevati per la criminalita’ organizzata internazionale. I deputati chiedono un sistema comunitario obbligatorio per la registrazione di cani e gatti, una definizione Ue degli impianti di allevamento commerciale su larga scala, noti come ‘fabbriche per cuccioli’, una migliore applicazione della normativa esistente con sanzioni piu’ severe e un incoraggiamento all’adozione, piuttosto che all’acquisto, di animali domestici. Si stima che ogni mese vengano scambiati tra i paesi dell’Ue circa 46.000 cani, la maggior parte dei quali non e’ registrata. Una parte degli allevatori commerciali sta inoltre abusando della legislazione Ue sui movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia (Regolamento (UE) n. 576/2013), per scambi di natura economica.
“Questo traffico illegale – afferma Fulvio Martusciello, europarlamentare di Fi – non solo danneggia gli operatori commerciali che rispettano la legislazione dell’Ue, ma ha anche implicazioni negative per la salute pubblica, il benessere degli animali e la tutela di chi li acquista. Plaudiamo all’iniziativa del Partito Popolare Europeo che ha fortemente voluto questa proposta che rimedia ad un vuoto legislativo annoso e che attualizza il problema del traffico di animali, occupandosi non solo di quelli su strada ma anche di quelli via Internet”, conclude Martusciello.

Commenti

commenti