CARNE, FORSE IN FUTURO UNA “MEAT TAX” EUROPEA PER SALVARE L’AMBIENTE

CARNE, FORSE IN FUTURO UNA “MEAT TAX” EUROPEA PER SALVARE L’AMBIENTE

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Sarebbe corretto che i consumatori di carne pagassero di più i loro pasti per bilanciare l’impatto ambientale delle loro abitudini alimentari? Secondo un report presentato da un gruppo di advocacy danese – la True Animal Price Coalition (Tapp) – per ridurre le emissioni di Co2 a livello europeo sarebbe necessario introdurre una tassa per ridurre il consumo di carne. Come riporta Euronews secondo la Tapp un’imposta che colpisca carne di manzo, di maiale e di pollo potrebbe portare a un calo del 70% di questi alimenti entro il 2030. Secondo l’associazione il governo della Danimarca presenterà una proposta per “corretti prezzi della carne” al parlamento danese nei prossimi mesi. Una proposta che sarebbe vista di buon occhio dal 63% dei danesi.

“(Stiamo) pensando a come ampliare il modello olandese e adattarlo all’Europa, con un prezzo della carne più elevato a beneficio di tutte le parti interessate, compresi agricoltori, consumatori e ONG ambientaliste”, ha aggiunto Tapp.

Una simile proposta non avrebbe un percorso facile nel parlamento europeo ma incontrerebbe, verosimilmente, una grande opposizione da parte degli stati membri. Il consumo di carne nell’Europa occidentale è infatti aumentato di 20 chili dal 1961, arrivando a una media di ben 43 chili nel 2014. In Spagna e Austria, il consumo è doppio, con ben 94,04 e 90,87 chili.

La Tapp vorrebbe proporre la tassa sulla carne nel Green Deal europeo dei prossimi mesi. Ad opporsi, ovviamente, l’industria della carne. “Il rapporto (presentato da Tapp ndr) non tiene conto della densità proteica della carne. Se le emissioni fossero calcolate sulla base degli aminoacidi essenziali anziché del peso, la produzione di alcune colture utilizzate come fonte di proteine “alternative” comporterebbe più emissioni nocive di manzo, maiale o pollo”, ha detto a Euronews un portavoce del Liason Center per l’Industria della lavorazione della carne.

Ad opporsi anche la Coldiretti che si oppone all’idea “di stangare la carne bovina, suina e di pollo con una nuova imposta al 25% che, una volta entrata a regime nel 2030, servirebbe a togliere dalle tasche dei consumatori europei 32 miliardi di euro l’anno per finanziare il Green deal”. “Non esiste nessuno studio che – sottolinea la Coldiretti – provi che mangiare carne anche in giuste quantità sia dannoso per la salute mentre al contrario, i vantaggi di una dieta completa che la includa sono scientificamente indiscussi”.

 

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