CORONAVIRUS, LIPU: “COSA FARE CON LA FAUNA SELVATICA?”

CORONAVIRUS, LIPU: “COSA FARE CON LA FAUNA SELVATICA?”

117
CONDIVIDI
falcopalude.jpg

“Molto bene le decisioni del Governo sull’emergenza Covid-19. Al contempo, servono indicazioni su come comportarsi nei centri recupero per la fauna selvatica che ricoverano animali selvatici in difficoltà, spesso di specie superprotette dalle normative internazionali”. A chiederlo la Lipu in riferimento al decreto del Governo che ha esteso a tutta Italia le misure di contenimento del coronavirus e previsto la limitazione a situazioni di necessità. “Già a partire dal primo provvedimento del Consiglio dei Ministri – dichiara Danilo Selvaggi, Direttore generale della Lipu BirdLife Italia – la Lipu ha assunto le più attente misure per contribuire alla lotta alla diffusione del coronavirus. Abbiamo, tra le altre cose, chiuso i centri visite di oasi e riserve, sospeso gli eventi per il pubblico, interrotto altre situazioni di rischio potenziale, promosso lo smart working, operato rarefazione di presenza negli uffici. Oggi raccogliamo con favore l’appello del Governo a restare a casa, chiedendo a tutti di limitare al necessario le uscite e applicare con rigore le misure stabilite dalle autorità. “Al tempo stesso – aggiunge il Direttore generale della Lipu – siamo a chiedere chiarimenti sulle attività di cura della fauna selvatica in difficoltà, che soprattutto in questo periodo vedono i cittadini recapitare animali selvatici, spesso superprotetti, ai centri recupero e gli operatori della Lipu impegnati a prestare loro le opportune cure. Stiamo scrivendo alle forze dell’ordine, per domandare se questa possa essere considerata, come noi riteniamo ai sensi delle leggi, attività di necessità e dunque tale da permettere ai cittadini di muoversi. Rivolgiamo il quesito anche alla Presidenza del Consiglio, al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, abbiano potestà a rispondere. Nell’attesa, la Lipu continuerà ad operare con misure rigorosissime che, nel prestare le cure agli animali, evitino il contatto con il pubblico ed ogni forma di assembramento. “Passata l’emergenza, sarà fondamentale affrontare anche questo tema – conclude Danilo Selvaggi – mettendo fine all’incredibile situazione di una materia cosi’ vasta e rilevante lasciata senza norme nazionali, senza linee guida uniformi e poverissima di finanziamenti. Una cosa davvero non più tollerabile. Tra le tante cose che la grave emergenza del Covid-19 deve insegnare c’è anche questa, piccola ma importante: prendere finalmente sul serio una materia che ha fare con aspetti scientifici e sanitari (si pensi al tema delle zoonosi) e con rilevanti aspetti sociali”.

Commenti

commenti