VENEZIA, NELLA LAGUNA IN “LOCKDOWN” RIVIVE LA BIODIVERSITÀ

VENEZIA, NELLA LAGUNA IN “LOCKDOWN” RIVIVE LA BIODIVERSITÀ

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Cormorani che nuotano a pesca nell’acqua trasparente, anatre che fanno i nidi nelle bitte di ormeggio dei vaporetti e molto altro: come riporta Agi sono queste le scene del lockdown di Veneziache arrivano da un gruppo di ricercatori dell’università Ca’ Foscari di Venezia che ha deciso di avviare un progetto di ‘citizen science’ per studiare la relazione tra uomo e ambiente. Il team ha recentemente lanciato una campagna per raccogliere immagini e dati sulla laguna, chiedendo anche aiuto ai cittadini.

Tutto il materiale raccolto può quindi essere inviato al team di ricerca tramite social media, e-mail o modulo online. La ricerca aiuterà a delineare nuovi sistemi sostenibili per la città. I cosiddetti servizi ecosistemici saranno esaminati, dai processi ecologici e idrodinamici per il trattamento delle acque alle saline e alle piante acquatiche che intrappolano l’anidride carbonica, ma anche la pesca, le attività ricreative e persino le gite di un giorno nella laguna. “Dal punto di vista della ricerca, la situazione anomala che stiamo attualmente assistendo e’ come un esperimento inaspettato, i cui effetti possono essere osservati e quantificati – ha spiegato Fabio Pranovi, professore di ecologia presso il dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica e coordinatore della ricerca team – A causa della sostanziale riduzione delle attività antropiche, prevediamo di assistere a cambiamenti nei processi ecologici e di conseguenza in alcuni “servizi” forniti dall’ecosistema che hanno molto a che fare con il benessere della società umana”.

(Venezia, foto di repertorio)

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