CORONAVIRUS, ROCCHI E FELICETTI: “GRIGNASCHI NON SE LA PRENDA CON ANIMALISTI”

CORONAVIRUS, ROCCHI E FELICETTI: “GRIGNASCHI NON SE LA PRENDA CON ANIMALISTI”

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“Giuliano Grignaschi non se la prenda con le associazioni animaliste. Noi non abbiamo poteri, esprimiamo il nostro punto di vista. Ed il Parlamento fa la sintesi”. È questo il commento all’Adnkronos di Carla Rocchi, presidente Enpa, alle dichiarazioni del biologo responsabile dell’Animal care all’Università Statale di Milano e segretario generale di Research4Life, pubblicate da Qn. “Da noi – spiega – nulla è proibito. C’è solo cautela. La ricerca sugli animali si fa dopo esser passati dal Ministero della Salute, che può valutare deroghe rispetto a determinati parametri. Il richiamo di Bruxelles è al legislatore e non ha avuto seguiti”.

“Sono animalista, amo tutti gli animali compresi gli sciacalli. Se non lo fossi direi che su certi temi si fa sciacallaggio”. A parlare, commentando l’intervista pubblicata oggi da Qn a Giuliano Grignaschi, biologo responsabile dell’Animal care all’Università Statale di Milano e segretario generale di Research4Life, è Gianluca Felicetti, presidente di Lav, Lega antivivisezione, che all’Adnkronos afferma: “Si mira alla proroga ‘sine die’ delle sperimentazioni sugli animali, la cui scadenza è stata fissata dal Decreto Milleproroghe nel dicembre 2020. E si sa che le restrizioni normative in vigore in Italia non impattano con la ricerca sul Covid-19, sperimentata vista l’emergenza anche direttamente sull’uomo”. Il presidente della Lav contesta anche le affermazioni del biologo sulla presunta fuga di cervelli italiani all’estero a causa dei limiti di legge sulle sperimentazioni sugli animali: “Ribaltiamo l’accusa. In Italia non c’è libertà di ricerca per chi vorrebbe utilizzare tecnologie alternative nello studio di farmaci e vaccini. I ricercatori sono costretti comunque per legge nella fase finale preclinica a sperimentare sugli animali prima di poter passare all’uomo. Per questo fuggono all’estero”. “Questa pandemia -conclude- è stata causata da un uso improprio di animali da noi sempre condannato. Come l’Oie (World organization for animal heath – ndr) afferma ‘le prove attuali confermano che il virus proviene da una fonte animale’. Io dico: Se fossimo stati ascoltati, non ci sarebbe stato il coronavirus”.

(Carla Rocchi, foto di repertorio)

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