TIGER KING, SU NETFLIX SPOPOLA LA SERIE SUL MALTRATTATORE DI TIGRI

TIGER KING, SU NETFLIX SPOPOLA LA SERIE SUL MALTRATTATORE DI TIGRI

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Più di 34 milioni di spettatori in tutti gli Stati Uniti, in dieci giorni, con fan d’eccellenza fra cui Kim Kardashian, Jared Leto e Kevin Bacon oltre a un’invasione sui social di commenti, battute, teorie, accuse, meme (immagini e brevi video umoristici e satirici) e decine di approfondimenti sui media, compresi articoli di moda sugli stili dei protagonisti. Questi – come riporta Ansa – i numeri di di Tiger King, la docuserie true crime in 7 puntate (più un ‘aftershow’ di approfondimento appena reso disponibile) di Netflix firmata da Eric Goode e Rebecca Chaiklin. Il documentario è il ritratto di un mondo colorato, folle e violento, di eccessi e disagio, ossessivo e costruito sulle sopraffazioni, che ha come protagonista il 57 enne Joe Exotic, alias di Joseph Allen Maldonado-Passage, proprietario del G.W Zoo in Oklahoma, che e’ arrivato ad avere oltre 1200 fra tigri (pare oltre 220), leoni, orsi e scimmie, specializzato nell’allevamento di cuccioli di tigre e leone che vendeva a espositori, fiere e privati, che spesso gli facevano fare una brutta fine. Il documentario a puntate, girato in cinque anni, si concentra sullo scontro fra Joe Exotic, “un bifolco gay armato e con il taglio di capelli alla tedesca” come si descrive lui stesso e Carole Baskin, che si dedica (anche con l’appoggio della Peta) alla salvaguardia dei grandi felini sfruttati per fini commerciali. La faida porta Joe a finire in prigione, con una condanna a 22 anni per abusi sugli animali e l’aver commissionato l’omicidio (poi saltato) della ‘nemica’. Goode e Chaiklin, partiti dall’idea di raccontare con un taglio originale, dicono hanno messo in luce un universo trash pieno di abusi e a sfondo criminale, di cui non immaginavano l’esistenza: “All’inizio era in qualche modo divertente, poi e’ diventato veramente dark” hanno spiegato a Hollywood Reporter.

(Joe Exotic con una tigre. Foto di repertorio)

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