TRENTO, FORESTALE CATTURA M49 E LO PORTA AL “CASTELER”

TRENTO, FORESTALE CATTURA M49 E LO PORTA AL “CASTELER”

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Il Corpo forestale del Trentino ha catturato l’orso M49 sui monti sopra Tione e lo ha trasportato al Casteler, centro realizzato per la gestione degli esemplari considerati “problematici”. Come riporta Dire la cattura è avvenuta il 28 aprile alle 21.30 di sera ma la notizia è stata diffusa solo questa mattina. L’animale, del peso di 167 chili sarebbe in buone condizioni fisiche: per prenderlo è stata usata una trappola tubo, mentre il trasporto è avvenuto seguendo la prassi, ossia con l’animale sveglio e sotto il costante controllo veterinario. Giunto al Casteler l’orso – ricostruiscono dalla Provincia autonoma di Trento – è stato immesso nell’area di pre-ambientamento (tana e recinto interno). Questo per consentire un suo inserimento nell’area faunistica per gradi, passando dall’area dove si trova attualmente all’intero recinto, che ospita in questo momento anche un altro esemplare (DJ3, femmina adulta). L’azione è stata attuata in base alle due ordinanze del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, dell’estate scorsa, ed è stata pianificata dopo che M49 si era reso protagonista, nelle scorse settimane, di un lungo spostamento che dal Trentino orientale lo aveva portato nelle sue aree d’origine. Anche durante tale spostamento – sostiene l’amministrazione provinciale – l’orso ha effettuato numerose intrusioni in abitazioni, baite, rifugi, malghe ed altri stabili, confermando il comportamento pericoloso per l’uomo già manifestato chiaramente l’anno precedente. Fugatti ha provveduto ad informare il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ed analoga comunicazione è stata effettuata all’Ispra.
La latitanza dell’orso più ricercato d’Italia, ribattezzato “Paoillon” dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, è durata 289 giorni. La sentenza della Corte costituzionale 215/219, del 15 luglio scorso, aveva tolto ogni dubbio sulla legittimità delle leggi delle Province di Trento e di Bolzano che rivendicano a sé il potere di ordinare la cattura o l’uccisione, a determinate condizioni, degli orsi o dei lupi considerati problematici.
La Lega anti vivisezione (Lav) chiede il rilascio dell’orso, “anche perche’ la prigione del Casteller non e’ compatibile con le sue caratteristiche etologiche. E’ un’inutile crudelta’ nei confronti di un animale che, come noi, ama la liberta’ e ne ha difeso il diritto in una disperata fuga durata 9 mesi”. “Un animale che, pur avendo percorso centinaia di chilometri – sottolinea la Lav – non ha mai costituito alcun pericolo per l’uomo e che ora sara’ condannato all’ergastolo solo per avere mangiato del cibo malamente custodito in alcune baite in alta quota”. “La sentenza emessa dalla Provincia di Trento e’ inutilmente crudele perche’ si accanisce su un animale che ha dimostrato eccezionali capacita’ di adattamento e sopravvivenza, aspetti che ne fanno un individuo particolarmente dotato che dovrebbe essere per questo ancora piu’ rispettato e accettato, anche se si e’ reso responsabile di qualche danno, esclusivamente di carattere economico”, aggiunge la Lav che si dichiara pronta a procedere contro la Provincia di Trento, per il reato di maltrattamento di animali. Per Enpa, “la cattura di M49, “colpevole” di essersi comportato da orso, e la sua reclusione nel recinto del Casteler, da dove peraltro era già fuggito una volta, dimostra l’incapacità della Provincia di Trento di gestione degli orsi e di applicazione di un programma europeo; programma grazie al quale la Provincia ha ricevuto negli anni cospicui fondi. Il caso di M49, diventato per l’opinione pubblica un simbolo di libertà e natura, è oggi ormai simbolo del fallimento di politiche vecchie e punitive e di amministratori indisponibili anche a studiare, assieme a scienziati e ad esperti, soluzioni alternative alle troppo facili catture”.
Esulta la Coldiretti: la cattura, afferma l’organizzazione degli agricoltori,fa tirare un sospiro di sollievo a chi vive la montagna e si sente indifeso di fronte ai pericoli di un esemplare del quale è stata scientificamente accertata l’aggressività

(Foto di repertorio)

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