COVID-19, FORSE IL PRIMO CASO DI TRASMISSIONE DA ANIMALE A UOMO

COVID-19, FORSE IL PRIMO CASO DI TRASMISSIONE DA ANIMALE A UOMO

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Un olandese impiegato positivo al coronavirus potrebbe essere stato contagiato dai visoni dell’allevamento in cui lavorava. E’ l’ipotesi allo studio delle autorita’ dei Paesi Bassi che al momento la giudicano “plausibile”. Se fosse confermato sarebbe il primo caso di trasmissione da animale all’uomo nel Paese. L’allevamento nel quale l’uomo era impiegato ed un altro, entrambi nel sud dell’Olanda, erano stati chiusi a fine aprile dopo la scoperta che alcuni degli esemplari erano risultati positivi al Covid-19. I ricercatori hanno confrontato il codice genetico del virus trovato nei visoni con quello dell’uomo positivo e creato una sorta di “albero genealogiche” al fine di fare una mappa della mutazione del virus. Il risultato, ha spiegato il ministro dell’Agricoltura olandese Carola Schouten in una lettera al Parlamento, “e’ che riteniamo plausibile che l’impiegato sia stato contagiato dai visoni”. Di conseguenza il governo ha deciso di vietare in tutte le fattorie e gli allevamenti nei quali ci sono animali positivi al coronavirus. Le autorita’ hanno comunque ribadito che il rischio di contagio da parte degli animali domestici resta basso. Nei Paesi Bassi il Covid ha ucciso oltre 5.715 persone e contagiato almeno 44.249.
“Gli allevamenti di animali da pelliccia – sottolinea il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto – possono ricordare i cosiddetti ‘mercati umidi’ cinesi, come quello di Wuhan, dove si è verificato il primo contagio da animale selvatico a uomo, come attestato dai ricercatori. In questi stabilimenti gli animali vivono spesso in pessime condizioni igieniche e lo stress che subiscono dalla nascita all’uccisione è altissimo – spiega – costretti come sono a subire un’angusta cattività in scenari d’inferno. Un motivo di più per riflettere sulla necessità di chiudere gli allevamenti di animali da pelliccia, purtroppo presenti ancora in Italia. Cogliamo l’occasione per ricordare che il Sars-CoV-2 non si trasmette da animale domestico a uomo, come ribadito a più riprese dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità”, conclude Comparotto.

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