ANIMALI ESOTICI, PETIZIONE LAV PER LO STOP AL COMMERCIO

ANIMALI ESOTICI, PETIZIONE LAV PER LO STOP AL COMMERCIO

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In Italia si possono allevare e commercializzare legalmente tigri, armadilli (“cugini” dei pangolini), serpenti (le cui madri piene di uova vengono catturate in natura in Paesi nel sud del mondo), pappagalli e altri uccelli esotici, ricci, salamandre, tartarughe, cani della prateria e mustelidi vari (cugini degli zibetti). Inoltre gli animali esotici sono vittime, anche, di un fiorente traffico illegale: un business globale, secondo solo al traffico di armi e droga, con un giro d’affari, solo in Italia, di 2 miliardi di euro. “Animali che circolano, legalmente o meno, sul nostro territorio, portandosi dietro sofferenza e un bagaglio di zoonosi, che costituisce un potenziale rischio sanitario per le persone” denuncia la Lav chre su change.org lancia la petizione al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, per chiedere di vietare la riproduzione, vendita e commercio intracomunitario e di esportazione di animali esotici nati in cattività e delle loro parti derivate (ossa, pelli, zanne). Si chiede anche di trasformare la Convenzione di Washington (Cites) – che regolamenta il commercio delle specie minacciate di estinzione – in un accordo internazionale per il controllo del divieto di commercio di tutti gli animali esotici (e al governo di farsi promotore di questa istanza al 31mo meeting dell'”Animals Committee” della Cites che si terrà a Ginevra dal 13 al 17 luglio) e di creare un registro obbligatorio di tutti gli animali esotici presenti in Italia e in Europa. E infine restringere immediatamente il commercio delle specie esotiche in vista di un totale e definitivo bando di tutte le specie a livello europeo ed inasprire le pene e intensificare le attività di repressione del traffico illegale. “Dal nostro Paese in quattro anni (2014 – 2018) sono state esportate 23 tigri, legalmente1: animali nati in cattività e venduti a chissà chi, come le 10 tigri trasportate in condizioni allucinanti da Latina e dirette in Bielorussia, lo scorso ottobre” ricorda Andrea Casini, responsabile Lav Area Animali esotici.

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