AMBIENTE, VATICANO: LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE SI MUOVA IN FRETTA

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Il cambiamento climatico “è ormai uno dei nodi principali e più urgenti che deve affrontare la comunità internazionale” arrivando a “ridefinire un nuovo modello di sviluppo”: questo – riporta Askanews – quanto si legge nel libro “In cammino per la cura della casa comune – A cinque anni dalla Laudato si'”, elaborato dal Tavolo Interdicasteriale della Santa Sede sull’ecologia integrale, viene presentato oggi dal Vaticano. “E’ chiaro che la questione dei cambiamenti climatici ha una profonda rilevanza non solo ambientale, ma anche etica, economica, politica e sociale, incidendo soprattutto sui più poveri”, afferma il testo che ripropone l’attualità dell’enciclica pubblicata cinque anni fa da Papa Francesco. “Essi, sebbene siano i meno responsabili del riscaldamento globale, sono i più vulnerabili rispetto ai suoi effetti, perché hanno minore capacità di adattamento (dispongono di minori risorse), si trovano spesso in zone geografiche più a rischio (si pensi ai piccoli Stati insulari), incontrano maggiori difficoltà nell’accesso all’energia e sono più dipendenti dall’agricoltura, il settore economico più esposto a tale fenomeno. Quando pensiamo all’impatto dei cambiamenti climatici dobbiamo poi pensare anche a coloro che verranno dopo di noi. Di fronte a queste evidenze, ben riportate anche dalla comunità scientifica, il cambiamento climatico è ormai uno dei nodi principali e più urgenti che deve affrontare la comunità internazionale, chiamata al difficile e complesso compito di individuare una strategia globale e condivisa di lungo termine, fondata su impegni precisi e in grado di promuovere lo sviluppo umano integrale della presente e delle future generazioni, proteggere la salute umana e l’ambiente, soddisfare i bisogni di energia di breve e lungo periodo”. “Il dibatto multidisciplinare in corso su tale fenomeno è diretto anche a ridefinire un nuovo modello di sviluppo, sulla base del legame sinergico tra lotta ai cambiamenti climatici e lotta alla povertà, che potrebbe essere in sintonia con i principi della dottrina sociale della Chiesa. Il fenomeno dei cambiamenti climatici porta sempre più a riconoscere che non si può agire da soli. Ciò porta a impegnarci per uno sviluppo sostenibile a basso contenuto di carbonio, indirizzando gli investimenti verso il rafforzamento delle tecnologie e delle capacità di resilienza, e il loro relativo trasferimento a condizione eque soprattutto verso i Paesi più vulnerabili, facendo leva, come detto, sui forti legami esistenti tra la lotta al cambiamento climatico e quella alla povertà estrema. Tali legami mettono in evidenza che la risposta al fenomeno del cambiamento climatico può diventare un’opportunità per migliorare le condizioni di vita delle persone, la salute, il trasporto, la sicurezza energetica e creare nuove possibilità di lavoro”.

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