BRINDISI, TRAFFICO ILLEGALE DI AVIFAUNA: DUE AI DOMICILIARI

BRINDISI, TRAFFICO ILLEGALE DI AVIFAUNA: DUE AI DOMICILIARI

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Furto aggravato di numerosi esemplari di avifauna, ricettazione di fauna selvatica ed esotica e maltrattamenti di animali: sono le accuse che hanno fatto finire agli arresti domiciliari R.P. e C.P., padre e figlia di Brindisi. Le indagini dei carabinieri hanno accertato che i due, privi di licenza di caccia, usavano richiami e trappole non consentiti dalla legge per catturare uccelli che vendevano ad allevatori del centro e nord Italia o che venivano usati per “implementare un personale allevamento per realizzare una fattoria didattica, sia animali morti da imbalsamare”, spiegano i militari. Le indagini sono nate dopo una denuncia per lesioni aggravate commesse nei confronti dei fratelli di P. che avevano riportato sintomi di avvelenamento da tallio. Gli accertamenti hanno rivelato l’esistenza di un sistema ben organizzato, che si avvaleva della complicita’ di altre 4 persone finite sotto inchiesta, dedito al traffico illecito di avifauna esercitato prevalentemente all’interno del Parco naturale regionale Salina di Punta Contessa di Brindisi . I militari hanno sequestrato 45 esemplari tra specie esotiche ed acquatiche di cui 24 sono state liberate, 9 esemplari erano deceduti e 12 specie sono state consegnati al centro recupero fauna selvatica di Bitetto (Bari). È stata inoltre rinvenuta e sottoposta a sequestro amministrativo una rete da uccellagione.

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