ANMVI, IVA AL 10 PER CENTO PER LE CURE VETERINARIE

ANMVI, IVA AL 10 PER CENTO PER LE CURE VETERINARIE

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“Il taglio dell’Iva sulle cure animali è doveroso”, secondo l’Associazone nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) che rilancia “l’Iva al 10% per la prevenzione e le cure. Dopo Covid-19 la salute animale non può più essere considerata un lusso superfluo”, sottolineano i veterinari rivolgendosi a tutte le forze politiche. “Sono finalmente saltate le clausole di salvaguardia che per anni hanno strangolato le cure veterinarie – dichiara il presidente Anmvi, Marco Melosi – E’ arrivato anche il momento di scendere allo scaglione agevolato del 10%, lo stesso dei medicinali veterinari. Stabilmente e non solo in fase emergenziale”, precisa. Applicando alle prestazioni veterinarie l’aliquota massima del 22% – osserva l’associazione in una nota – si è generato un onere fiscale particolarmente pesante per milioni di proprietari di animali da compagnia (una famiglia su tre), sia per i proprietari di animali da reddito e d’allevamento che ricevono cure veterinarie private. La crisi economica post-emergenza renderà ancora più gravoso sopportare questo peso fiscale, con il rischio di incrinare la salute e il benessere animale. “Le epidemie presentano il conto”, ammonisce l’Anmvi, e “Covid-19 ha insegnato che è finito il tempo di considerare la sanità veterinaria un lusso o un bene superfluo da tassare. Al contrario, lo sviluppo delle prestazioni veterinarie, migliorando la salute degli animali, può generare risparmi di spesa pubblica”. Inoltre, per i veterinari “incentivare lo sviluppo della salute e del benessere animale contribuirà ad allineare l’Italia alle politiche europee one health, di sostenibilità, di sicurezza alimentare from farm to fork e di integrazione Salute-Agricoltura-Ambiente”.

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