PESCA, CIWF: 56% ITALIANI NON SI FIDA DI CERTIFICAZIONI SU BENESSERE PESCI

PESCA, CIWF: 56% ITALIANI NON SI FIDA DI CERTIFICAZIONI SU BENESSERE PESCI

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Più di un italiano su due (il 56%) non si fida del fatto che le certificazioni sulla pesca prevedano davvero una tutela adeguata del benessere dei pesci. Ad affermarlo – come riporta Adnkronos – un sondaggio che Ciwf (Compassion in World Farming) ha commissionato a YouGov. In particolare – riporta il sondaggio – i risultati hanno mostrato che in media i 2/3 degli intervistati (66%) ritiene che mettere in pericolo la fauna selvatica, tenere i pesci a digiuno e il loro abbattimento con una lunga e sofferta agonia, sia per i pesci pescati che per quelli allevati, sia inaccettabile. Coerentemente con la domanda precedente, in media più dei 2/3 (67%) degli intervistati crede che sia inaccettabile che enti certificatori consentano le pratiche menzionate sopra. Quasi 3/4 (73%) degli intervistati pensano che gli enti certificatori dovrebbero fare passi avanti per migliorare gli standard di benessere dei pesci o introdurne se non sono presenti. Ciwf ha valutato le politiche di tutela dei pesci messe in atto da Msc, Asc, Bap, Global Gap e Fos analizzando 8 fattori. I risultati rivelano che gli enti certificatori hanno ampi margini di miglioramento degli standard di tutela del benessere dei pesci. Per questo Ciwf ha lanciato una petizione agli enti sopra menzionati chiedendo un impegno a migliorare i propri standard.

(Foto di repertorio)

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