TEST ANIMALI SU ABUSO, LAV: “I RICERCATORI SONO FORSE DEI CHIAROVEGGENTI?”

TEST ANIMALI SU ABUSO, LAV: “I RICERCATORI SONO FORSE DEI CHIAROVEGGENTI?”

23
CONDIVIDI

“Sensitivi? Chiaroveggenti? I ricercatori fautori della sperimentazione animale sembrano avere poteri divinatori: sono riusciti a commentare i contenuti di una relazione, quella sui test sulle sostanze d’abuso e gli xenotrapianti del Ministero della Salute, della quale – piccolo, ma dirimente particolare –  nessuno ha mai visto nemmeno il frontespizio”, così Gianluca Felicetti, Presidente LAV, in merito alle dichiarazioni circolate nei giorni scorsi in cui alcuni noti esponenti della ricerca italiana commentano i contenuti di un testo che sarebbe dovuto approdare alle Camere entro il 30 giugno scorso, ma che sembra, invece, svanito nel nulla.

Il contenuto della relazione del Ministero della Salute sui test sulle sostanze d’abuso e gli xenotrapianti, infatti, non è mai stato reso pubblico, e alla richiesta ufficiale LAV di leggerne i contenuti è stato opposto un rifiuto.

“E allora il dubbio sorge spontaneo – prosegue Michela K uan, Biologa, responsabile LAV Ricerca senza animali – com’è possibile che i ricercatori dispensino commenti su un testo che non dovrebbero aver nemmeno visto? Una possibilità sarebbe che la Relazione fosse passata anche dalle loro mani!”.

Sarebbe davvero molto grave se la relazione predisposta dal Ministro Speranza – ad oggi non ancora pubblicata – fosse stata trasmessa solo ad alcuni che ne citano degli stralci [1] e negata a LAV, che pure, come soggetto portatore d’interessi, ha il diritto di prenderne visione.

Anche perché, stando a quanto dichiarato dai ricercatori, nella relazione si affermerebbe che le alternative alla sperimentazione animale non esistono: chi ci dice che questa non sia, invece, una interpretazione strumentale di chi, per le sue ricerche, usa animali, e vuole continuare a farlo anche per testare le sostanze d’abuso?

Dal 1° gennaio 2021 – lo ricordiamo –  nel nostro Paese saranno finalmente vietati gli esperimenti su animali finalizzati allo studio di alcol, droghe e tabacco, e quelli finalizzati ai trapianti di organo tra specie diverse (spesso maiali e scimmie). Questo divieto è Legge dal 2014, ma continua a essere posticipato ignorando quanto già approvato dal precedente Governo e sostenuto da molti cittadini italiani.

Proprio quest’anno, dopo l’ennesimo rinvio, il Ministero della Salute avrebbe dovuto produrre la relazione che – secondo la Legge Milleproroghe (articolo 25 – http://bit.ly/ MilleprorogheArt25) – avrebbe dovuto essere trasmessa entro il 30 giugno scorso alle Camere.

La relazione avrebbe dovuto includere anche le informazioni sullo stato dell’arte dei metodi alternativi all’uso di animali, integrato da un quadro completo delle sperimentazioni animali in atto in questo campo di ricerca. Invece niente: né relazione né, tanto meno, aggiornamenti sui metodi alternatici, lasciando il campo a chi continua ad affermare “l’imprescindibilità della sperimentazione animale e la mancanza di metodi alternativi che possano davvero sostituire il modello animale in vivo e garantire la sicurezza dei pazienti durante le fasi della successiva sperimentazione clinica” [2].

Dichiarazioni errate e fuorvianti, poiché generalizzate all’intero utilizzo di animali (ancora quasi 600mila l’anno solo in Italia secondo lo stesso Ministero della Salute) ulteriormente gravi quando affermano che chi si oppone all’uso di animali nei test sulle sostanze d’abuso sosterrebbe che “fare ricerca sulle sostanze da abuso sarebbe inutile”, quando LAV sostiene, invece, l’utilità della ricerca in tal senso, ma con indagini epidemiologiche e nuove tecnologie focalizzate sull’uomo.

A distanza di 61 anni dal riconoscimento scientifico dei metodi alternativi è davvero inaccettabile assistere a una tale mistificazione, come se centri di ricerca internazionali di riferimento per tutta la comunità scientifica che lavorano solo in questo campo, come l’EURL ECVAM, l’European Union Reference Laboratory for Alter natives to Animal Testing, non esistessero, e come se traguardi importanti come polmoni su chip, colture cellulari, modelli microbiologici, uso di studi di modellistica epidemiologica per le sostanze psico attive, fossero carta straccia.

Commenti

commenti