CMCC: AUMENTO TEMPERATURE COSTERA’ ALL’ITALIA FINO ALL’8% DEL PIL

CMCC: AUMENTO TEMPERATURE COSTERA’ ALL’ITALIA FINO ALL’8% DEL PIL

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Una questione economica che si interseca con importanti temi sociali che riguardano il futuro del nostro paese: l’Italia è molto esposta ai cambiamenti climatici, specie ai rischi del surriscaldamento globale, e dovrebbe pertanto fare un’alleanza con i Paesi del Mediterraneo per vincere la sfida contro gli eventi meteo estremi. L’uso di risorse europee in tal senso deve essere visto in termini di investimenti e non di costi. Sono queste – riporta Ansa – le osservazioni di alcune associazioni ambientaliste al rapporto “Analisi del Rischio. I cambiamenti climatici in Italia”, realizzato dalla Fondazione Cmcc (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) espresse durante un webinar in cui è stato illustrato lo studio secondo cui senza azioni di mitigazione l’Italia rischia un aumento della temperatura fino a 2 gradi entro il 2050 e fino a 5 entro la fine secolo (rispetto al periodo 1981-2010) con costi tra lo 0,5% e l’8% del Prodotto interno lordo. Nel rilevare che il clima è “una questione economica”, Andrea Barbabella della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile ha indicato che occorre “allineare il Recovery plan agli obiettivi climatici” aggiungendo che le perdite annuali sono stimate oggi fra 130 e 140 miliardi di euro ma che senza interventi adeguati “la bolletta dei danni è destinata ad essere ogni anno più alta”. Per Maria Grazie Midulla, responsabile Clima del Wwf, “questo report è un’agenda politica, perché il clima è una questione integrata con le grandi questioni italiane”.

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