PANDEMIA, STUDIO: ANIMALE IN CASA DIFESA DA SOLITUDINE

PANDEMIA, STUDIO: ANIMALE IN CASA DIFESA DA SOLITUDINE

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Dividere le quattro mura con un animale domestico – dal cane ai pesci rossi non fa differenza – ha aiutato a mantenere il benessere mentale e a sentirsi meno soli durante l’isolamento forzato dall’avanzata del SARS-CoV-2 la scorsa primavera. Lo rivela un’indagine che ha coinvolto 6000 persone, i cui risultati sono apparsi sulla rivista Plos One: cane, gatto, cricetini e pesci rossi potrebbero dunque essere alleati contro l’epidemia di solitudine – secondo un altro studio ne ha sofferto oltre una persona su 4 nei mesi del lockdown – dilagante a causa della pandemia. Il lavoro sugli animali domestici e’ stato svolto da psicologi delle University of York e University of Lincoln che pero’ sottolineano l’importanza di ponderare bene la scelta di adottare un amico a 4 zampe o un altro animale domestico e scoraggiano questo passo se dettato unicamente dalle circostanze attuali. Lo studio ha esaminato gli effetti del convivere con un animale domestico sul benessere e sulle sensazioni di solitudine e isolamento. E’ emerso che oltre il 90% degli intervistati ha riferito che il proprio animale li ha aiutati a fronteggiare emotivamente il lockdown e per ben il 96% il loro animale e’ stato fondamentale per mantenersi fisicamente attivi. Il supporto emotivo e’ risultato del tutto simile indipendentemente dall’animale posseduto; gli esperti hanno anche rilevato che una diffusa interazione uomo-animale durante il lockdown e’ stata il birdwatching nel giardino di casa: oltre la meta’ degli intervistati ha dichiarato di aver trascorso del tempo a osservare gli uccelli ed anche a dargli da mangiare.

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