AREE CONTIGUE AL PARCO D’ABRUZZO: WWF DIFFIDA GLI AMBITI DI CACCIA

AREE CONTIGUE AL PARCO D’ABRUZZO: WWF DIFFIDA GLI AMBITI DI CACCIA

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Il Wwf ha inviato ieri una diffida agli Atc (ambiti territoriali caccia) presenti nel territorio dell’area contigua del versante abruzzese del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Atc Avezzano; Roveto-Carseolano; Sulmona; Subequano), perche’ si attivino al fine di evitare che siano ammessi nei propri territori cacciatori non residenti nell’area protetta e nell’area contigua. L’istituzione delle aree contigue e’ prevista dall’art. 32 della legge quadro sulle aree protette (394/1991). La norma riconosce a questi territori un importante valore dal punto di vista della conservazione. Sono, infatti, “aree-cuscinetto” limitrofe ai parchi nazionali, fungono da corridoi faunistici e garantiscono una protezione maggiore per gli animali rispetto alle zone piu’ lontane dai Parchi grazie alla predisposizione di regolamentazioni che limitano il rischio di mortalita’ dovuto a cause antropiche. In particolare nelle aree contigue e’ di fondamentale importanza far si’ che l’attivita’ venatoria sia limitata, cosi’ come la norma nazionale definisce chiaramente, ai soli residenti. Una limitazione ancor piu’ necessaria quando nei territori sono presenti specie dall’elevato interesse conservazionistico quali l’Orso bruno marsicano. E’ noto, infatti, che la sfida per la conservazione dell’Orso si gioca ben oltre le aree protette e si puo’ vincere soltanto se si dara’ a questo animale la possibilita’ di espandere e consolidare il proprio areale al fuori dei Parchi.

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