REFERENDUM IN SVIZZERA: IL LUPO È SALVO

REFERENDUM IN SVIZZERA: IL LUPO È SALVO

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In Svizzera il lupo rimane specie protetta. Con il 51,9% di no e il 48,1% di sì la revisione della Legge sulla caccia (LCP) è stata bocciata dal voto popolare. Il testo varato dal parlamento e sostenuto dal governo è stato rifiutato in 11 cantoni, mentre negli altri 15 è stato approvato

La nuova LCP, varata dal parlamento e sottoposta a referendum, conteneva l’articolo che dichiarava il lupo e lo stambecco “specie protette regolabili”. Al governo federale era lasciata la facoltà di autorizzare, tramite ordinanza, la regolazione di altre specie. La legge respinta stabiliva che gli abbattimenti potevano essere decisi per proteggere spazi vitali o conservare la diversità delle specie, prevenire danni o un pericolo concreto per l’uomo, mantenere effettivi adeguati di selvaggina a livello regionale.

Attualmente, invece, l’autorizzazione di abbattere un lupo non è rilasciata a titolo preventivo, ma solo se, nonostante le misure di protezione delle greggi, l’animale ha ucciso più di 25 capi di bestiame in un mese o 35 in quattro mesi. La competenza a decidere le regolazioni di specie protette sarebbe passata dalla Confederazione ai Cantoni. Questi, con la nuova normativa, non avrebbero più dovuto ottenere l’autorizzazione dell’Ufficio federale dell’ambiente, ma semplicemente consultarlo.

A far pendere la bilancia dalla parte del no sono stati i voti degli agglomerati urbani. La partita serrata fino alla fine riflette la spaccatura che ha provocato nella popolazione e nel parlamento svizzeri, nonché tra città e campagna, il ritorno in territorio elvetico dei grandi predatori, reinsediati in Svizzera nel 1995. Alla fine del 2019 si contavano sul territorio della Confederazione circa ottanta lupi.

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