SE VENT'ANNI VI SEMBRAN POCHI…

SE VENT'ANNI VI SEMBRAN POCHI…

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Legge n.413 del 1993.
Questi riferimenti servono per individuare una delle leggi più civili – unica al mondo nel suo genere – di cui paesi stranieri di primissimo piano ci chiedono notizie con incredula curiosità.
La legge consente a quanti, studenti o operatori, si trovino di fronte alla prospettiva di sperimentare sugli animali, di fare obiezione di coscienza senza perdere il diritto alla prosecuzione degli studi, se studenti, o a conservare il posto di lavoro, se operatori di questo triste settore.
Tutto questo avveniva quasi vent’anni fa, ad opera di un Parlamento avveduto e responsabile che tanto seppe cogliere il valore della proposta da vararla in sede legislativa, vale a dire con l’accordo di tutte le forze politiche di allora.
Quanti la avevano formulata, proposta e sostenuta con passione e convinzione (io stessa tra questi) erano certi che alla pur progressiva applicazione della legge avrebbe fatto seguito, da parte della comunità scientifica, una attenzione alla formulazione ed alla applicazione di metodologie altre e diverse dalla sperimentazione animale. La legge aveva, come necessario e previsto, anche una sua pur modesta dotazione finanziaria che ne consentisse l’avvio iniziale. Ricordo che l’istituzione che si propose per una prima formulazione di metodologia diversa dalla sperimentazione sugli animali pervenne solo all’esaltante risultato di rinnovare il proprio parco informatico.
Va detto che, al di là di casi personali sorretti da grande motivazione, la comunità scientifica ha boicottato, o per meglio dire, volutamente ignorato la legge, esercitando quella che mi sentirei di definire una “immoral suasion” nei confronti di chi desiderava legittimamente avvalersene.
Forse, dopo vent’anni, sarebbe il caso di fare il punto e, soprattutto, dare seguito ed applicazione ad una legge che, già opportuna allora, appare oggi del tutto improcrastinabile.
Questo Governo ha al proprio interno competenze indubbie e sensibilità non scontate.
Mi appello ad entrambe, perché una legge dello Stato, sempre più condivisa dai cittadini, trovi finalmente la sua applicazione piena e apra la strada a nuove metodiche di ricerca che pavidi ricercatori ripetitivi dicono di non potere o non sapere superare, almeno al momento. Il fatto che aggiungano sempre un “purtroppo” a questa loro dichiarazione di impotenza concorre a definirne il profilo in termini etici e scientifici.
1993 – 2012: se vent’anni vi sembran pochi…

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