PIANO DI CONTROLLO DEI CINGHIALI, LAV AL GOVERNO: NO ALLE UCCISIONI

PIANO DI CONTROLLO DEI CINGHIALI, LAV AL GOVERNO: NO ALLE UCCISIONI

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La Peste Suina Africana (PSA) è un virus che non rappresenta alcun pericolo per l’uomo, si diffonde però tra i cinghiali selvatici causandone la morte e da questi può facilmente propagarsi agli allevamenti suinicoli, utilizzando anche l’uomo come vettore.

Da questa evidenza nasce l’iniziativa della Ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, che ieri ha annunciato di avere predisposto lo schema di un nuovo Decreto Legge, trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che prevede l’adozione di un piano organico di gestione e controllo dei cinghiali.

“Di fronte a tali premesse, ci aspettiamo una nuova stagione di caccia ai cinghiali con ancora meno vincoli – dichiara la LAV – che potrebbe avere gravi ripercussioni anche sulle altre specie, in un contesto in cui la vigilanza venatoria è stata quasi azzerata. Per questo motivo abbiamo scritto una lettera al Presidente del Consiglio Conte, e ai Ministri dell’Ambiente Costa e della Salute Speranza, nella quale richiamiamo la loro attenzione alla posizione espressa sull’argomento dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare”.

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha infatti espresso una solida posizione scientifica circa le strategie di gestione dei cinghiali selvatici nelle diverse fasi di un’epidemia di PSA, precisando che è fondamentale impedire l’alimentazione artificiale dei cinghiali e le braccate, cose che sono invece del tutto legittime nel nostro Paese, seppur con qualche limite difficilmente controllabile a causa della scarsità della vigilanza.

La stessa Autorità europea precisa anche che non esiste una soglia di densità minima di cinghiali sotto la quale possa essere inibita la circolazione del virus, chiarendo così che l’aumento del numero di animali uccisi non mette certamente al riparo dai rischi. Mentre il metodo più efficace per prevenire la diffusione del virus, in un Paese come il nostro dove non è presente, consiste in un attento monitoraggio sanitario che preveda la ricerca del virus nei corpi dei cinghiali trovati già morti. Deve inoltre essere concentrata l’attenzione anche sugli stessi cacciatori che, con le loro prassi di eviscerazione, rappresentano un veicolo per la diffusione del virus della PSA e di tutte le patologie trasmissibili all’uomo di cui sono portatori gli ungulati  (www.lav.it/news/ covid-rischi-sanitari-caccia- come-wet-market).

“Siamo consapevoli del fortissimo interesse privatistico dei cacciatori nei confronti dei cinghiali – conclude la LAV –le misure di prevenzione e controllo della diffusione della PSA possono quindi diventare un pretesto per aumentare il numero di animali uccisi dai cacciatori, per questo motivo abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri Costa e Speranza di respingere le parti che prevedono nuove uccisioni di animali.”

Anche lo stop alla caccia, all’uso e all’uccisione degli animali selvatici, è tra le proposte del Manifesto LAV #NONCOMEPRIMA, per agire sulle cause della pandemia ed evitarne di future. Per maggiori informazioni e adesioni: lav.it/manifesto.

(Foto Lav)

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