CINGHIALI UCCISI, IL COMUNE DI ROMA SAPEVA TUTTO: ECCO LA PROVA

CINGHIALI UCCISI, IL COMUNE DI ROMA SAPEVA TUTTO: ECCO LA PROVA

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Sulla mattanza dei cinghiali di Roma il presidente della Commissione Ambiente e portavoce dell’Assemblea Capitolina, Daniele Diaco (M5S) ha scritto a caratteri cubitali sulla propria pagina Facebook: “NOI NON ABBIAMO NULLA A CHE VEDERE CON LA MATTANZA DEI CINGHIALI” e “L’UNICO ENTE PREPOSTO A FERMARE L’UCCISIONE DEI CINGHIALI ERA LA REGIONE LAZIO”. Peccato, per lui e per l’amministrazione pentastellata che ripete la stessa tesi, che vi sia un documento ufficiale a smentirla. Lo ha recuperato, con una semplice richiesta di accesso agli atti, il vicepresidente dell’Assemblea capitolina Francesco Figliomeni (Fdi). Nel documento, firmato dal direttore di direzione Marcello Visca, accusato di insulti sessisti rivolti all’on. Michela Vittoria Brambilla, si legge a chiare lettere che “il 16 ottobre 2020 a partire dalle ore 21 e fino alle 24 si svolgerà un intervento stabilito dal tavolo tecnico […]al fine di limitare i rischi sanitari per la pubblica incolumità derivanti dalla penetrazione e dalla circolazione dei cinghiali (Sus Scrofa)”. “Si precisa che l’intervento di cattura da parte del personale della Città metropolitana (guidata sempre dal M5S, ndr) […] sarà in teleanestesia come previsto dal protocollo di intesa. Per quanto sopra […] si prega l’ufficio operativo della Direzione Mercati all’ingrosso di predisporre il mezzo idoneo al trasporto delle carcasse”. Carcasse quindi, non animali vivi. L’anestesia era solo una misura propedeutica al successivo abbattimento, proprio come è avvenuto. E il Comune, come dimostra il documento, sapeva tutto.

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