SALERNO, LNDC: CONFERMATA LA CONDANNA PER L’UCCISIONE DI CHICCA

SALERNO, LNDC: CONFERMATA LA CONDANNA PER L’UCCISIONE DI CHICCA

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Grande soddisfazione di LNDC in prima linea nel processo. La Corte di Appello di Salerno ha confermato in toto la sentenza di condanna in primo grado per Antonio Fuoco. Rosati: l’assassino di Chicca ha chiesto perdono ma nessuno gli ha creduto. Questi individui devono chiedere perdono agli animali. Per quanto mi riguarda la crudeltà umana va punita.

Chicca era una cagnolina di pochi mesi quando fu brutalmente ammazzata da Antonio Fuoco, in modo disumano e violento. Grazie alle testimonianze e a un video girato da alcune persone presenti è stato possibile identificare e denunciare lo spietato assassino. LNDC sin da subito prese a cuore questo caso tanto grave quanto triste, organizzando attraverso i propri attivisti anche una manifestazione in città per chiedere giustizia per la cucciola e costituendosi parte civile nel processo. Finalmente, a distanza di tre anni, e nonostante il rito alternativo, è stata confermata la sentenza di condanna in primo grado  a 1 anno e 9 mesi di reclusione senza condizionale a carico del colpevole di tanta crudeltà.

Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali di LNDC esprime soddisfazione per l’esito del processo: “Ringraziamo l’Avv. Laura Mascolo, che ha rappresentato in giudizio la LNDC per la professionalità e la dedizione con cui ha seguito questo importante caso. Questa sentenza dimostra che il giudice ha dato la giusta importanza alla spietata uccisione della povera Chicca, confermando l’estrema efferatezza di questo animalicidio e condannando l’imputato non solo per uccisione di animale ma anche per i maltrattamenti pregressi sulla cagnolina. Questo magistrato ha fatto tutto ciò che era in suo potere per dare la maggiore punizione possibile ai sensi del nostro ordinamento e mostrando quindi grande sensibilità”.

“Chicca ha avuto giustizia. Sentenze come questa sono una rarità e rappresentano una vittoria”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “In aula l’assassino di Chicca ha chiesto perdono ma nessuno gli ha creduto. Capita spesso di ricevere scuse da chi ha commesso crimini efferati ma sempre e solo perché di fronte al giudice l’imputato tenta di avere dei benefici processuali. Come in altri casi, ribadisco che non sono e non sarò mai disponibile a perdonare chi ha ucciso un essere indifeso. Questi individui devono chiedere perdono agli animali. Per quanto mi riguarda la crudeltà umana va punita”.

“In Italia, ogni anno, vengono uccisi brutalmente centinaia e centinaia di animali da persone pericolose e crudeli che tra riti abbreviati, sospensione della pena e messa alla prova, praticamente non scontano nemmeno un giorno di prigione anche in caso di condanna. Finché il sistema resterà tale migliaia di altri animali continueranno ad essere trucidati per noia, per gioco, per ignoranza e odio. È assolutamente necessario inasprire le pene previste per questi criminali e avviare un cambiamento culturale verso il rispetto della vita. Qualsiasi forma di vita“, conclude Rosati.

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