CANGURI, EUROGROUP FOR ANIMALS: UE VIETI IMPORT DI PELLI E CARNE

CANGURI, EUROGROUP FOR ANIMALS: UE VIETI IMPORT DI PELLI E CARNE

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All’indomani del WORLD KANGAROO DAY (https://www.lav.it/news/ worldkangarooday-2020), Eurogr oup for Animals (di cui LAV è componente), con il sostegno dell’Intergruppo sul Benessere e la Tutela degli Animali del Parlamento Europeo, ha tenuto oggi il webinar “Il benessere degli animali nei negoziati commerciali UE-Australia e il ruolo dell’Unione Europea nella caccia commerciale ai canguri”.

Unione Europea e Australia, infatti, stanno negoziando da luglio 2018 un Accordo commerciale che e si prevede includa disposizioni sulla cooperazione in materia di Benessere degli animali. L’Unione Europea è il principale mercato australiano per le esportazioni di prodotti derivati dai canguri, quali pelli e carni. I principali importatori di carne di canguro, destinata alla produzione di alimenti per animali domestici, ma anche al consumo umano sono Belgio, Germania, Paesi Bassi e Francia, mentre i principali importatori delle loro pelli, pellami e cuoio sono Italia e Germania.

La prima parte del webinar, condotta dall’ eurodeputata Manuela Ripa (Verdi/ALE, Germania-Delegata  del Comitato per il Commercio Internazionale), è stata dedicata ai negoziati commerciali tra UE e Australia e alle conseguenze sugli animali implicate in un probabile accordo.

“La politica commerciale dell’UE deve garantire l’ottenimento di impegni in materia di benessere degli animali dai nostri partner e questi negoziati sono l’occasione perfetta per creare un forte precedente su questo argomento. Inoltre, la valutazione dell’impatto sulla sostenibilità di questi negoziati ha rivelato che qualsiasi Accordo commerciale andrà ad incentivare il settore della carne di ruminante in Australia, il che aggiungerà ulteriore pressione sulla biodiversità. Questo non è accettabile. La Commissione deve tenerne conto”. Ha commentato l’eurodeputata Manuela Ripa.

La seconda parte, condotta dall’ europarlamentare Anja Hazekamp  (GUE/NGL, Olanda-,  Vicepresidente della Commissione per l’Ambiente, la Sanità Pubblica e la Sicurezza Alimentare e Presidente dell’Intergruppo sul Benessere e la Tutela degli Animali), è stata dedicata alla caccia commerciale dei canguri e alla grave preoccupazione che solleva per il benessere degli animali, per la salute pubblica e la conservazione della specie.

“La caccia commerciale ai canguri è una pratica crudele che si svolge   in Australia, ma in cui noi europei svolgiamo un ruolo importante come consumatori e maggiori importatori. I canguri vengono uccisi di notte, colpiti da fucilate spesso non letali che causano ferite orribili e una morte lenta”. Ha commentato l’eurodeputata Anja Hazekamp.

“Da un anno la LAV è attivamente impegnata nel contrastare la mattanza di canguri in Australia. Dopo l’avvio della nostra campagna #SALVACANGURI abbiamo ottenuto in breve tempo l’impegno di aziende globali come DIADORA, VERSACE, PRADA, FERRAGAMO a non utilizzare più pelli di canguro. Dalle nostre Istituzioni invece, non abbiamo ancora avuto alcun riscontro e per questo rinnoviamo l’appello al Governo Italiano affinché introduca il divieto all’import di prodotti derivati dai canguri, dichiara Simone Pavesi, Responsabile LAV Area Moda Animal Free – e da oggi, insieme ad Eurogroup, rivolgiamo la stessa istanza anche alla Commissione Europea”.

Il webinar è stato anche l’occasione per lanciare il nuovo Rapporto di Eurogroup  for Animals, “Kangaroo: From Australian Icon to Meat and Luxury Leather for EU” realizzato anche con il contributo della LAV, che mette in evidenza le gravi minacce di questa pratica:

·       Sanità pubblica: rischi di contaminazione batterica della carne, dovuti alle macellazioni effettuate sul campo e al lungo trasporto delle carcasse esposte e non refrigerate.

·       Benessere degli animali: i canguri vengono uccisi di notte, spesso con colpi non letali, le cui vittime sono in molti casi femmine. I giovani ‘joey’ (cuccioli di canguro non deambulanti) rinvenuti nella sacca della madre vengono poi uccisi con colpo in testa, con oggetti contundenti. I cuccioli ‘joey at-foot’ (deambulanti ma ancora dipendenti dalla madre) che sfuggono ai cacciatori, restano soli, e rischiano la morte per fame o predazione.

·       Conservazione: le stime sulla popolazione potrebbero essere gonfiate; il lento tasso di riproduzione dei canguri non viene preso in considerazione, così come i fattori ambientali come la siccità, gli incendi e la perdita di habitat, che causano una riduzione del numero; la caccia non commerciale non è affatto controllata.

“La crisi del COVID-19 ha dimostrato l’urgente necessità di rivalutare il nostro rapporto con gli animali selvatici. La caccia commerciale ai canguri rappresenta un’ industria particolarmente antigienica e crudele, che non rispetta gli standard sanitari e di benessere animale europei. È tempo che l’UE affronti questi problemi introducendo un divieto all’importazione”, con clude Reineke Hameleers, CEO, Eurogroup for Animals.

Allegato: Rapporto Eurogroup for Animals 

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