NOVARA, CORSA CONTRO IL TEMPO PER SALVARE 21 DAINI DALLA MORTE

NOVARA, CORSA CONTRO IL TEMPO PER SALVARE 21 DAINI DALLA MORTE

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Una vera e propria corsa contro il tempo quella per salvare dalla morte 21 daini, tutte madri coi loro cuccioli. Come riporta Il Secolo XIX succede ad Agrate Conturbia, comune di 1.568 abitanti della provincia di Novara in Piemonte, in attesa di quella telefonata che potrebbe cambiare il loro destino. La storia ha avuto inizio il 23 novembre nella proprietà appartenuta a una persona scomparsa recentemente. Gli eredi avevano deciso di eliminare i daini presenti al suo interno macellandoli. Quella mattina è partita la mattanza dei 28 daini presenti. Allarmati dagli spari i vicini avevano chiamato il Rifugio Miletta, che si occupa tra l’altro di recupero di selvatici. Arrivati sul posto i volontari del Rifugio hanno trovato già a terra, senza vita, cinque femmine e due maschi: gli animali venivano prima spaventati, poi colpiti con i proiettili e infine sgozzati. Dopo momenti di concitazione, l’erede (i daini erano di proprietà dello zio) ferma il massacro spiegandoci che, volendo vendere la proprietà, doveva prima eliminare gli animali e questa era l’unica via possibile, avendo lo zio ottenuto l’autorizzazione alla loro detenzione come “allevamento di fauna selvatica a scopo alimentare”. In un primo momento i volontari erano riusciti a convincere i proprietari a salvare i 21 esemplari rimanenti, assicurando loro che li avrebbero portati, a loro spese, in una struttura adatta agli animali selvatici. Ma poi il cambio di idea: “Il 3 gennaio abbiamo ricevuto una telefonata dall’erede che ci comunicava la volontà di scegliere la via del macello per eliminare 21 vite che il destino ha voluto finissero nelle sue sciagurate mani”. “Ad oggi, 6 gennaio, l’erede non ci ha confermato la volontà di non voler proseguire con la macellazione degli animali superstiti – scrivono con un po’ di speranza dal Rifugio -. Abbiamo individuato una persona privata che vorrebbe e potrebbe farsi carico dei 21 daini mettendo a disposizione un terreno di circa un ettaro e mezzo”. Gli eredi si sono mostrati aperti a valutare una soluzione non cruenta: “Al momento ci siamo dati disponibili a bloccare l’eliminazione, la macellazione di questi animali nell’attesa di una risposta pratica, di una soluzione pratica di trasferirli – hanno detto gli eredi al Tg3 Piemonte – . Possibilità che nonostante quanto è stato millantato non ci è stato ancora data. Noi non vogliamo assolutamente uccidere quegli animali”.

(Foto di repertorio)

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