ROMA, MANIFESTAZIONE PER LO STOP ALL’ALLEVAMENTO DI VISONI

ROMA, MANIFESTAZIONE PER LO STOP ALL’ALLEVAMENTO DI VISONI

84
CONDIVIDI

Si è svolta la manifestazione di Lav e Essere Animali davanti alla sede del Ministro della Salute, per chiedere l’introduzione di un divieto di allevamento di visoni e di Animali utilizzati per la produzione di pellicce, dopo i focolai di coronavirus rilevati negli allevamenti di tutto il mondo, anche in Italia, nel cremonese e nel padovano. “Allevare visoni per farne pellicce è crudele e pericoloso per la salute pubblica, a causa del rischio di diffusione del coronavirus, anche mutato, dagli Animali all’uomo”, hanno denunciato Lav ed Essere Animali, “Attività non indispensabile, già vietata in altri Paesi (anche in epoca pre-Covid) e che ora, anche per i rischi sanitari non ha più ragione di esistere. Unica soluzione è vietare gli allevamenti di visoni e di ogni altro animale per la produzione di pellicce”. Le organizzazioni hanno chiesto al Ministro della Salute Roberto Speranza di modificare la temporanea sospensione fino al 28 febbraio dell’attività di allevamento dei visoni, disposta con l’Ordinanza del 21 novembre 2020, in un definitivo divieto di allevamento. La sospensione ha permesso agli allevatori di giungere a fine ciclo produttivo e abbattere gli Animali per ricavarne le pellicce e di mantenere i riproduttori, almeno 7000 visoni, tuttora rinchiusi negli ultimi sei allevamenti rimasti attivi in Italia. Tale provvedimento, secondo le organizzazioni, oltre a non interferire con il normale ciclo produttivo degli allevamenti, in quanto le riproduzioni dei visoni avvengono a marzo, non ha in alcun modo ridotto il rischio di formazione di serbatoi di coronavirus negli allevamenti, come dimostrato dal secondo focolaio riscontrato pochi giorni fa in Italia, nell’allevamento situato a Villa del Conte, in provincia di Padova.

Commenti

commenti