DRAGHI: “LASCIARE UN BUON PIANETA, NON SOLO UNA BUONA MONETA”

DRAGHI: “LASCIARE UN BUON PIANETA, NON SOLO UNA BUONA MONETA”

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“Vogliamo lasciare un buon Pianeta, non solo una buona moneta”. E’ la sintesi dell’ampio capitolo dedicato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, nelle sue dichiarazioni programmatiche, al tema della tutela dell’ambiente.
“Il cambiamento climatico, come la pandemia – ha detto Draghi – penalizza alcuni settori produttivi senza che vi sia un’espansione in altri settori che possa compensare. Dobbiamo quindi essere noi ad assicurare questa espansione e lo dobbiamo fare subito. La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l’accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create”.
Il nuovo premier invita a guardare al futuro prossimo. “Quando usciremo – e usciremo – dalla pandemia, che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per più di dodici mesi sia stata simile a una lunga interruzione di corrente: prima o poi la luce ritorna e tutto ricomincia come prima. La scienza ma semplicemente il buon senso suggeriscono che potrebbe non essere così. Il riscaldamento del Pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute: dall’inquinamento alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all’uomo. Come ha detto Papa Francesco: «Tante tragedie naturali sono la risposta della Terra al nostro maltrattamento, e io penso: se chiedessi al signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona. Siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore»”.
Draghi ha idee chiare su che cosa fare. “Proteggere il futuro dell’ambiente conciliandolo con il progresso e il benessere sociale richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuola ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le nostre azioni. Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare: ad esempio il modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare l’ambiente, preservare cioè almeno non sciupare città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni, attraverso molti secoli, hanno saputo preservare e ci hanno tramandato. Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce: questa osservazione che gli scienziati non smettono di ripeterci ha una conseguenza importante. Il Governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche; alcune dovranno cambiare anche radicalmente e la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi”.
In sede di replica Draghi ha aggiunto che il suo governo conferma l’impegno di “andare nella direzione” dell’inserimento in Costituzione dei “concetti di ambiente e sviluppo sostenibile” che sono “alla base della giustizia tra generazioni” e “su cui sta lavorando il Senato con progetti di legge costituzionali”.

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