ASSALCO: ALIMENTI E CURE VETERINARIE ABBIANO IVA AL 10%

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Ridurre l’Iva sugli alimenti per animali e le cure veterinarie al 10%, equiparandola a quella già presente sui medicinali veterinari, così da far uscire gli animali da compagnia dalla categoria dei ‘beni di lusso’. È l’appello che l’Associazione nazionale imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia (Assalco) – riporta Dire – insieme all’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), rivolge alle istituzioni nazionali. “L’Iva al 22% sugli alimenti e le cure veterinarie porta molte famiglie a non prendere con sé un animale, rinunciando quindi ai benefici che questo porterebbe. L’Iva imposta in Italia, inoltre, è più di tre volte superiore a quella che c’è, ad esempio, in Germania, dove è al 7%”, afferma Gianmarco Ferrari, presidente di Assalco. “L’appello che noi vogliamo lanciare – aggiunge – punta a far capire alle istituzioni che le famiglie italiane ormai hanno adottato gli animali da affezione come propri membri e per questo si aspettano che la loro cura sia non più associata ai beni di lusso, ma ai beni di utilizzo quotidiano, accedendo così allo scaglione di Iva al 10%. Questo- tiene a chiarire Ferrari- favorirebbe ulteriormente la presenza di pet nelle case degli italiani, dando a molte più famiglie la possibilità di mantenerli e portando benefici anche al sistema economico”. Sul fronte economico, sottolinea il presidente di Assalco, “secondo uno studio di Federanziani, avere un animale da compagnia potrebbe far risparmiare fino a 4 miliardi di euro all’anno in termini di spesa sanitaria. Questo perché la vicinanza di un animale da affezione porterebbe agli anziani benefici sia psicologici, con riduzione dello stress per mancanza di compagnia, che fisici, grazie al movimento quotidiano che la presenza, soprattutto di un cane, costringe ad avere”.

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