CORONAVIRUS, ABRIGNANI: ENTRO 10 ANNI PROBABILE NUOVO SALTO DI SPECIE

CORONAVIRUS, ABRIGNANI: ENTRO 10 ANNI PROBABILE NUOVO SALTO DI SPECIE

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“Il XXI è senza dubbio il secolo dei salti di specie del Coronavirus. Sars prima, Mers poi e oggi Sars-Cov2 sono tutti virus con origine nei pipistrelli, poi passati a ospiti intermedi di varie specie (lo zibetto nel caso del virus attuale) per poi arrivare all’uomo. Con la Sars chi si infettava aveva tosse e febbre, si riguardava e perciò il virus non ha circolato alla velocità della luce. Il problema della circolazione del Covid19 è che si è infettivi 2-3 giorni prima della comparsa dei sintomi. L’uomo per il Covid19 non è l’ospite definitivo. Noi lo abbiamo trasmesso ai visoni. Gli allevamenti intensivi di visoni hanno dimostrato la capacità del virus di generare molteplici varianti quando i contatti sono stretti e numerosi. Per questo si è deciso di macellare 20 milioni di visoni, di cui 17 in Danimarca e 500mila anche in Italia. I salti di specie del virus dal 2002 ad oggi ci dicono che è probabile che ci sarà un altro virus. Anche perché non abbiamo cambiato, ad esempio, le abitudini di allevamento intensivo degli animali. Entro 10 anni è molto probabile un nuovo salto di specie del Covid. E speriamo che sia come la Sars o la Mers. Perché sulla carta potrebbe essere come la Spagnola, che uccideva dal neonato all’anziano e ha provocato 80 milioni di morti. A differenza del Covid che uccide per oltre il 90% solo gli anziani. Dobbiamo perciò essere pronti a nuove pandemie, facendo tesoro della grande lezione in corso su organizzazione della sanità, tracciabilità dei contagi, presenza di impianti di produzione di vaccini in ogni Paese ecc.”. Così – riporta 9 Colonne – Sergio Abrignani, immunologo membro del nuovo Cts al magazine The Watcher Post.

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