CHERNOBYL: 35 ANNI FA IL DISASTRO PEGGIORE DELLA STORIA DEL NUCLEARE

CHERNOBYL: 35 ANNI FA IL DISASTRO PEGGIORE DELLA STORIA DEL NUCLEARE

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Era la notte del 26 aprile del 1986, precisamente l’01:23:40, quando avvenne il peggiore disastro nucleare della storia, durante un test di sicurezza mal concepito e peggio condotto: quello della centrale nucleare di Chernobyl (Ucraina, al tempo Unione Sovietica), dove esplose il reattore numero 4. Come riporta Dire sono passati 35 anni da quel giorno: tra le cause del disastro, oltre una serie incredibile di errori nella gestione del test e alla scarsa preparazione dei tecnici di turno quella notte, alcuni difetti progettuali del reattore sovietico RBMK che equipaggiava la centrale così come molti altri impianti nell’Urss. La prima esplosione, causata dal vapore prodotto dall’incauta, a dir poco, manovra sulle barre di contenimento in grafite, scagliò in aria la piastra superiore del nocciolo, fatta di acciaio e cemento e pesante circa mille tonnellate, lasciando il reattore scoperto. La seconda esplosione avvenne a causa della reazione tra la grafite in fiamme delle barre di contenimento e l’idrogeno gassoso. L’incendio che ne seguì, e il tentativo di spegnerlo con migliaia di litri di acqua e migliaia di tonnellate di boro e altri composti, causarono la dispersione di polveri e nubi radioattive che resero inabitabile un’area da 3.100 chilometri quadrati (la ‘zona di esclusione’), contaminandone gravemente una da oltre 7.000 kmq. Livelli anomali e potenzialmente pericolosi di radiazioni furono rilevati nei Paesi scandinavi e dell’Europa orientale, fino in Italia, facendo scoprire l’incidente che l’Urss cercava di non divulgare. Il nocciolo, rimasto scoperto e in fusione, se fosse venuto a contatto con le falde acquifere avrebbe potuto causare una disastrosa esplosione termonucleare. Se si fosse verificata avrebbe investito Kiev e Minsk, causando centinaia di migliaia di vittime e rendendo inabitabili per secoli enormi aree di Ucraina e Bielorussia.

(Foto di repertorio)

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