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LAV: PIOGGIA DI FONDI UE A PROMOZIONE DI CARNE E ALTRI ALIMENTI ANIMALI

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Le autorità europee hanno davanti a loro una grande sfida: il superamento dei finanziamenti a pioggia a promozione di produzioni animali, in una società sempre più attenta all’impatto di queste produzioni sull’ambiente, sulla salute e sugli animali.

Nei 5 anni tra il 2014 e il 2019, sono stati assegnati ad allevatori e produttori italiani un totale di quasi 48 milioni di euro. Lo rivela il rapporto stilato da Eurogroup For Animals e diffuso ieri: un ampio e dettagliato resoconto delle campagne cofinanziate tramite l’Agenzia CHAFEA, [Consumers, Health, Ag riculture and Food Executive Agency], organismo della Commissione europea, responsabile della gestione di quattro programmi UE, uno dei quali è il programma di promozione dei prodotti agroalimentari, quindi anche zootecnici, anche in nuovi mercati.

La Commissione europea, tramite CHAFEA, finanzia tra il 70% e l’85% dei programmi di promozione, lasciando il resto alle entità richiedenti il sussidio, in genere consorzi di produttori rappresentativi dell’alimento ‘di qualità’ in questione. Una pioggia di denaro, tra il 2014 e il 2019, rileva Eurogroup for Animals, sono stati assegnati fondi per € 123.761.937 al sostegno di campagne di marketing.

“La Commissione europea continua a stanziare ingenti contributi finanziari a campagne incentrate sulla promozione del consumo di carne e di altri alimenti di origine animale. La natura paradossale di queste campagne e del loro sostegno finanziario salta agli occhi quando vediamo i dati e li confrontiamo, per esempio con i costi per il nostro Paese, in termini di impatti ambientali e sanitari, ed etici, come emergono dalla Ricerca LAV Carissima Carne”, Dichiara LAV.

Un esempio? La campagna Viva il vitello “Un bovino giovane che in Europa è allevato fino ad otto mesi per rinnovare la mandria o per la carne, apprezzatissima per il consumatore per la sua tenerezza e il colore chiaro” (come descritto sul sito del progetto). Una delle campagne riceventi parte dei 2.100.572 € destinati alla carne bovina. (https://vivailvitello.it/).

Per non parlare dell’aiuto cospicuo agli allevamenti e ai produttori di carne suina (dati tabella allegata) che vedono in corso, per esempio, finanziamenti che ammontano a 3.326.633 € solo per le tre campagne EAP, SALPIA e EJAB. La ricerca Carissima Carne ha individuato – solo in termini di ‘costo’ ambientale – 1 kg di maiale, a seconda della lavorazione, varia tra i 4,9 e i 5,1 €. Sono proprio i salumi a generare i maggiori costi sulla collettività dato l’elevato consumo in Italia (39%) e gli alti costi sanitari rispetto agli altri tipi di carne.

“La transizione ecologica in Italia ed il Green Deal europeo devono mettere tra le loro azioni anche la transizione alimentare verso le proteine vegetali e fermare questo fiume di denaro pubblico fatto da soldi della PAC, da contributi nazionali come i Sussidi ambientalmente dannosi e i fondi a sostegno del marketing delle produzioni zootecniche – dichiara la LAV – è inaccettabile che si spendano centinaia di milioni di euro dei cittadini per sostenere consumi che oggi determinano l’accorciamento della vita degli italiani ogni anno  per circa 350mila anni a causa dei danni sanitari da consumo di questi prodotti ed è altrettanto inaccettabili che si continuino a finanziare attività di produzione che ogni arrecano danni al solo sistema nazionale per circa 37 miliardi di euro e che immettono in atmosfera ogni anno – per la sola carne bovina – solo per l’Italia oltre 40milioni di tonnellate di CO2”.

La ricerca LAV #CARISSIMACARNE: https://www.lav.it/aree-di-intervento/scelta-vegan/costi-nascosti-carne-italia

(Testo e foto Lav)

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