GIORNATA UCCELLI MIGRATORI, ENPA: “SANZIONI SEVERE CONTRO IL BRACCONAGGIO”

GIORNATA UCCELLI MIGRATORI, ENPA: “SANZIONI SEVERE CONTRO IL BRACCONAGGIO”

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 L’8 maggio è la Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori istituita dall’Onu e mentre la natura celebra il suo splendido rituale di vita, con la migrazione, lo spostamento di milioni di uccelli per migliaia di chilometri per la nidificazione e la riproduzione, il nostro Paese ha appena inviato all’Europa il pacchetto del Recovery Plan e, al suo interno, per la natura ci sono solo poche briciole: poco più di un miliardo di interventi di estrema modestia che non possono essere davvero la risposta alla svolta verde per la biodiversità dell’Unione che l’Europa ha intrapreso con lungimiranza e coraggio. Eppure, il nostro Paese è fondamentale per la biodiversità e per la sua riproduzione. L’Italia è il ponte che lega il continente africano al continente europeo e a tutto il paleartico.

In queste settimane un flusso di cicogne, di rapaci e di tanti altri uccelli volteggia, sfruttando le correnti ascensionali, sullo Stretto di Messina specie anche in pericoloso declino come è noto. Eppure dello stretto sentiamo parlare solo per rilanciare il vecchio progetto, che speravamo accantonato definitivamente, del ponte. Una grande opera che non solo presenta molti aspetti di non realizzabilità ma che andrebbe a collidere completamente con le politiche europee di conservazione della natura. Tutta l’area, che comprende due zone di protezione speciale (Zps) e 11 siti di interesse comunitario (Sic), infatti, è tutelata dalla direttiva per la conservazione degli uccelli selvatici. Come si può cancellare questi aspetti naturalistici così importanti a livello continentale?

I dati scientifici affermano drammaticamente che più del 35% delle specie di avifauna si trovano in cattivo stato di conservazione. Abbiamo bisogno di risposte per adeguarci anche alla strategia europea sulla biodiversità 2020-2030 che non può e non deve essere assolutamente ignorata. Ci sono tante cose da fare e in tempi brevi, dobbiamo: provvedere con progetti intelligenti al restauro delle zone umide, realizzare progetti per singole specie che si trovano in diminuzione rilevante, pensare alla politica per gli Habitat naturali, prima condizione per la sopravvivenza di tante specie di avifauna. E ancora è necessario promuovere l’agricoltura biologica e dare risposte all’Europa, sul tema della fauna migratrice anche per quel che riguarda il fenomeno del bracconaggio, vergognosa piaga che affligge l’Italia e che trova proprio nelle zone di migrazione del Sud uno dei suoi aspetti più critici. Abbiamo bisogno, e lo ribadiamo per l’ennesima volta, che Governo e Parlamento varino nuove sanzioni per chi pratica il bracconaggio, sanzioni serie che permettano anche l’inclusione nel Codice Penale come delitto dell’uccisione di specie protette, prevedendo la reclusione e l’impossibilità di cavarsela, come purtroppo oggi accade, con pochi soldi di multa.

In questo ventaglio di provvedimenti che da tempo invochiamo non può mancare una legge sul consumo di suolo, quella legge che da più di 8 anni il Parlamento non è stato in grado di dare all’Italia, mangiata ogni giorno di più dall’asfalto, dal cemento, dall’urbanizzazione, dalla distruzione degli ecosistemi. Il clima, la distruzione degli habitat, l’agricoltura dominata dai pesticidi, la caccia illegale devono essere affrontati con serietà e forza. Dobbiamo dare vere risposte sui selvatici, a cominciare dai migratori. Lo dobbiamo ad esempio alle rondini che per venire a riprodursi nel nostro Paese percorrono dal cuore dell’Africa anche 10000 km. Non possiamo permettere che le loro fila siano sempre più assottigliate, non possiamo permettere che i loro nidi siano sempre più vuoti.

(Testo Enpa, foto di cicogna di repertorio)

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