CLIMA, SU DECARBONIZZAZIONE L’UE È DIVISA

CLIMA, SU DECARBONIZZAZIONE L’UE È DIVISA

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Sulla neutralità climatica l’Unione si disunisce. I leader dell’Ue hanno chiuso il vertice di Bruxelles con dichiarazioni finali che lasciano in mano alla Commissione europea il difficile compito di presentare “un pacchetto legislativo insieme a un esame approfondito dell’impatto ambientale, economico e sociale a livello di Stati membri” per raggiungere la neutralita’ del carbonio nel continente entro il 2050. Solo una volta che la proposta della Commissione sara’ nero su bianco, gli Stati discuteranno ognuno della propria parte d’impegno  richiesta. Nel frattempo, riassume l’Agi, i riferimenti sulla lotta al cambiamento climatico in merito alla “necessita’ di mantenere gli obiettivi nazionali” sulla riduzione delle emissioni e alla “distribuzione degli sforzi tra gli Stati membri” sono stati eliminati nella versione finale delle conclusioni adottate dai capi di Stato di Governo. I Ventisette hanno concordato a dicembre di ridurre le emissioni di gas serra nell’Ue di almeno il 55% entro il 2030 rispetto al 1990, ma senza linee guida concrete. Al centro del dibattito vi e’ il sistema di distribuzione degli sforzi di riduzione delle emissioni tra i Paesi, che comprende settori (trasporti, edilizia, agricoltura, gestione dei rifiuti) attualmente esclusi dal mercato dei diritti riservati alle emissioni di carbonio (Ets) dei settori energetico e industria. “E’ un gioco a somma zero, poiche’ dobbiamo condividere un dato sforzo tra di noi. Se riduco il mio sforzo (per ridurre le emissioni), aumento quello di un altro”, ha commentato un diplomatico. La discussione ruota attorno ai criteri di distribuzione: dovrebbe basarsi solo sul Pil, quando i Paesi piu’ sviluppati hanno gia’ ridotto massicciamente le loro emissioni e i meno favoriti dipendono dai combustibili fossili e dai settori inquinanti? “Ogni stato membro deve fare la sua parte”, ha martellato il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, mentre Polonia, Romania e Bulgaria esprimevano preoccupazione per il costo economico e sociale dei nuovi obiettivi climatici.

 

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