FRIULI-VENEZIA GIULIA, SUI CANALI “TRITACARNE” SI ATTIVA LA REGIONE

FRIULI-VENEZIA GIULIA, SUI CANALI “TRITACARNE” SI ATTIVA LA REGIONE

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“La Regione è disponibile a costituire e coordinare un tavolo tecnico per arginare la strage di fauna selvatica nei canali, nonché creare un capitolo contributivo specifico da cui i Consorzi possano attingere fondi regionali per mettere a punto un piano pluriennale di interventi”. È la proposta avanzata dall’assessore della Regione Friuli-Venezia Giulia alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ai vari soggetti che oggi hanno preso parte all’incontro nella sede della Regione, a Udine, per affrontare un fenomeno che tocca la sensibilità dei cittadini.
“Non si tratta solo di intervenire su un’emergenza – ha detto Zannier – la Regione ha interesse, come tutti voi, a porre fine a una strage continua. Abbiamo già dato una disponibilità finanziaria immediata affinché il Consorzio Bonifica Pianura Friulana potesse intervenire su un punto ad alto rischio, ma la strategia complessiva non può limitarsi a interventi sporadici. D’altra parte alcune azioni urgenti erano necessarie in quanto mai fatte finora”. Di qui la disponibilità dell’assessore regionale a portare nel prossimo assestamento di bilancio di luglio una norma che definisca il canale contributivo a favore dei Consorzi di bonifica e i criteri di accesso.
Contemporaneamente tutti i soggetti coinvolti hanno accolto la proposta di sedersi a un tavolo tecnico permanente per porre le basi comuni di un’analisi sulle cause e le possibili soluzioni. L’obiettivo, che secondo Zannier dovrà essere perseguito anche con il coinvolgimento dell’Università, è la redazione di uno studio tecnico scientifico che analizzi la provenienza degli animali, la tipologia, le cause degli spostamenti e delle cadute all’interno dei canali, secondo le diverse casistiche finora registrate. Ad oggi gli animali ritrovati, spesso già morti o gravemente feriti, sono prevalentemente cervi, caprioli, tassi, ricci, volpi, ma anche cani e gatti, che finendo nei canali – spesso semplicemente per attraversarli, a volte per abbeverarsi – non riescono poi a risalirne le sponde in cemento. Piena disponibilità è stata espressa dal presidente del Consorzio Bonifica Pianura Friulana, Rosanna Clocchiatti, che ha ricordato come il Consorzio abbia già eseguito  interventi emergenziali, ma anche una progettazione costante delle opere che tiene conto della predisposizione di sistemi di difesa per la fauna selvatica.
Per il comitato di cittadini che ha promosso una raccolta firme a difesa degli animali erano presenti il rappresentante Gianni Bravo, l’avvocato Lara Melchior e Gina Berton, che hanno definito “saggia” la proposta della Regione, ponendo come obiettivo la stipula di un piano strategico di interventi che chiami in causa il senso di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. Alla riunione erano inoltre rappresentati il Movimento animalista Fvg e la Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente (Leidaa), per entrambi con l’avvocato Alessandra Marchi (nella foto) che ne è la coordinatrice, e la Direzione centrale regionale con i funzionari dei vari servizi coinvolti. Tutti hanno condiviso la necessità non solo di un piano strategico a lungo termine, ma anche di una condivisione dei dati che consenta il monitoraggio del fenomeno, anche ai fini del controllo della macellazione illegale dei capi recuperati abusivamente.
Sembra dunque avviato a soluzione un problema sul quale da anni richiamano l’attenzione il Movimento animalista e tanti cittadini rispettosi della natura e degli animali (vedi: https://www.nelcuore.org/?p=54117).

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