DECARBONIZZAZIONE, AMBROSETTI-ENEL: EUROPA IN RITARDO DI 21 ANNI

DECARBONIZZAZIONE, AMBROSETTI-ENEL: EUROPA IN RITARDO DI 21 ANNI

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L’Europa è in ritardo sugli obiettivi di decarbonizzazione e raggiungerebbe il nuovo obiettivo di riduzione del 55% dei gas a effetto serra solo nel 2051, con un ritardo di 21 anni rispetto al 2030. Anche sugli altri nuovi obiettivi fissati per le rinnovabili (40%) e l’efficienza energetica (+36%) l’Europa è in netto ritardo: al ritmo attuale verrebbero raggiunti rispettivamente nel 2043 e nel 2053. E’ quanto emerge da uno studio di The European House – Ambrosetti ed Enel, presentato al forum Ambrosetti di Cernobbio. In Italia il Pniec, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030, deve ancora essere rivisto alla luce del pacchetto ‘Fit for 55’. Una stima dei nuovi obiettivi al 2030 per l’Italia potrebbe essere la seguente: riduzione del 43% delle emissioni di gas serra, un contributo del 37,9% delle energie rinnovabili e un aumento dell’efficienza energetica del 46,4%. Valutando le attuali performance dell’Italia nel raggiungimento di questi obiettivi, emerge un ritardo medio di 29 anni, contro i 19 dell’Europa, con un ritardo di 24 anni per le energie rinnovabili. È necessario un rapido cambio di rotta, in grado di mettere l’Europa nelle condizioni di realizzare gli investimenti necessari a recuperare il ritardo accumulato negli anni ed accelerare la creazione di valore economico. Per poter sbloccare gli investimenti necessari è essenziale superare gli attuali ostacoli della governance della transizione energetica.

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