BASILICATA A GOVERNO: STOP A NUOVE CONCESSIONI PETROLIFERE

BASILICATA A GOVERNO: STOP A NUOVE CONCESSIONI PETROLIFERE

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“Con le concessioni Val D’Agri e Gorgoglione la Basilicata contribuisce per circa il 10% del fabbisogno petrolifero italiano e pertanto si ritiene che oltre alle suddette concessioni il resto del territorio lucano deve essere classificato come non idoneo”. Come riporta LaPresse la Giunta regionale conferma quanto già esplicitato con una delibera del 29 aprile 2021 e, con un nuovo provvedimento approvato oggi nell’ambito della consultazione pubblica aperta dal ministero dell’Ambiente per la procedura di Vas, formalizza le proprie osservazioni al Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI) chiedendo al Governo nazionale di classificare il resto del territorio lucano come ‘non idoneo’ per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. Sono undici le osservazioni presentate dalla Basilicata: riguardano, fra l’altro, l’indicazione di aggiungere fra i vincoli di esclusione anche ‘le Aree con presenza di rocce naturali contenenti amianto’, di individuare un baffer di protezione di almeno 5 km per gli ‘invasi/dighe/laghi’, da far rientrare nella stessa categoria dei ‘vincoli relativi di esclusione’, di aggiungere tra i ‘vincoli relativi di esclusione’ le aree agricole servite dai grandi impianti irrigui alimentati dallo Schema idrico Basento-Bradano e dallo Schema idrico Ionico-Sinni, di individuare un baffer di protezione di almeno 5 km per le ‘Aree nei Bacini idro-minerari’ da far rientrare nella stessa categoria dei ‘vincoli assoluti’ e di riportare nel costruendo GIS Service Layer il ‘Parco Naturale regionale del Vulture’.

(Foto di repertorio)

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