IL “CONTO” DI MONTECRISTO: DISASTRO O SUCCESSO?

IL “CONTO” DI MONTECRISTO: DISASTRO O SUCCESSO?

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Per eradicare il ratto nero da Montecristo, perla dell’arcipelago toscano e riserva praticamente inaccessibile, sono state lanciate sull’isola 14,1 tonnellate di pellet composto da granaglie e “brodifacoum”, un potente veleno non specifico. Su “Giglionews” Cesare Scarfò racconta la storia del progetto “Life Montecristo 2010”, avviato (all’epoca) dal Corpo forestale dello Stato, dall’ente parco Arcipelago toscano e dall’Ispra, finanziato con 1,6 milioni di euro: per alcuni un disastro ecologico, per l’attuale presidente dell’ente parco, Giampiero Sammuri, un successo.

L’idea di partenza era eliminare il ratto, presente sull’isola da secoli, per salvaguardare la Berta minore, un uccello marino di cui i roditori mangiavano uova e nidiacei. Il brodifacoum, un anticoagulante, è stato disperso via elicottero. Secondo esperti, sarebbe responsabile dell’avvelenamento primario e secondario di una vastissima gamma di specie, poiché la sostanza entra nella catena alimentare attraverso innumerevoli canali e vi rimane per un tempo indeterminato. “Studi recenti – ricorda Scarfò – dimostrano che i residui di “brodifacoum” possono permanere nei pesci fino a tre anni dall’ingestione. Date le forti pendenze delle pendici di Montecristo e la presenza di numerose “rughe” e fossi, oltre al veleno finito direttamente in mare a seguito del lancio dall’elicottero, ve ne saranno confluite numerose tonnellate dopo i primi forti temporali, che sono sopraggiunti quasi un anno dopo l’ultimo lancio. Circa un mese dopo queste prime piogge, nei primi mesi del 2013, è stato descritto un insolito numero di spiaggiamenti di cetacei nei litorali a nord e ad est di Montecristo.

I risultati delle indagini sulla causa della morte di questi animali marini sono stati inconcludenti, anche se i contaminanti ambientali sono stati elencati come una possibile concausa della loro morte”. Seguirono una denuncia in Procura, un’interrogazione parlamentare, un approfondimento del ministero della Salute che confermò la scarsa degradabilità del brodifacoum. Alla fine intervenne la magistratura, ma i responsabili dovettero rispondere, in concorso, solo di “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”, cioè del divieto di usare in aree protette rodenticidi ad alta persistenza ambientale, e se la cavarono con un’oblazione. Aggiunge Scarfò che temuto ratto nero potrebbe esser sati reintrodotto sull’isola.

Sulla stessa testata il presidente del parco, Sammuri, successore degli amministratori che avevano dato il via libera al progetto, lo giudica “ottimo”, ricordando che la Riserva naturale dell’isola di Montecristo ha ottenuto il rinnovo fino al 2028 del diploma del Consiglio d’Europa, conferito a chi si distingue per l’eccellenza della conservazione della biodiversità, che gli effetti collaterali erano calcolati e che il successo riproduttivo della Berta minore è passato da meno del 5% a più del 90%.

(Foto Allumeur pubblicata su Wikipedia)

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