BRASILE, LA CORTE SUPREMA NON DECIDE SULLE TERRE DEGLI INDIGENI

BRASILE, LA CORTE SUPREMA NON DECIDE SULLE TERRE DEGLI INDIGENI

131
CONDIVIDI

Avrebbe dovuto emanare la sentenza in queste ore ma – alla fine – la Corte Suprema brasiliana ha deciso “di non decidere”, forse sine die, sulla spinosa questione sulla possibilità degli indigeni di abitare nelle proprie terre, senza dover dimostrare di averle “fisicamente” abitate dal 5 ottobre 1988, giorno in cui fu promulgata la costituzione brasiliana. Come riporta Avvenire la restituzione delle terre disposta dalla Costituzione dopo la dittatura militare (1964-1985) è rimasta spesso solo sulla carta. Il principio del “marco temporal” (limite temporale) del 1988, su cui doveva decidere la Corte (decisione che non è arrivata per “approfondimenti”), lascia aperta la possibilità che lo Stato confischi le terre in assenza di quella “prova”. La causa – riporta Il Bolive dell’Università di Padova – era stata promossa dal governo di Santa Catarina, uno stato nel Sud del paese, sostenuto dalla lobby agraria (potentissima in Brasile) che ritiene “abusiva” l’occupazione della terra indigena Ibirama, oggi abitata dai popoli Xokleng, Kaingang e Guarani. Ma se il principio fosse accettato dai giudici, la sentenza avrebbe ripercussioni su tutte le Terre Indigene del paese. In sostanza, un pronunciamento favorevole al marco temporal non farebbe altro che legittimare e ratificare gli espropri subiti durante il regime.

(Foto di repertorio)

Commenti

commenti