CINGHIALI, PATUANELLI (M5S): “PROBLEMA NAZIONALE, SÌ A PRELIEVO VENATORIO”

CINGHIALI, PATUANELLI (M5S): “PROBLEMA NAZIONALE, SÌ A PRELIEVO VENATORIO”

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“Il problema dei cinghiali è un problema complesso per cui non servono banalizzazioni. La fauna selvatica è un bene dello Stato e non possiamo consentire che una proprietà dello Stato crei danni al privato. Non servono però nuove norme, basta applicare quelle esistenti con le Regioni che possono al contenimento della popolazione. Non è un’emergenza solo del Comune di Roma ma del Paese”. Lo ha detto – riporta Dire – il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli nel corso del Question time alla Camera.

Di seguito l’intervento integrale:

STEFANO PATUANELLI, Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Grazie, Presidente. Io certamente cercherò di rispondere in modo pragmatico e concreto ad un tema che è molto sentito in tutto il Paese. Allora, mi permetta, se il problema degli ungulati fosse legato al solo comune di Roma, ma magari fosse così, purtroppo non è così (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), purtroppo è un problema che tutti gli assessori regionali mi segnalano quotidianamente, che le associazioni di categoria di tutte le regioni mi segnalano quotidianamente. Allora, io non credo che per ogni problema di questo Paese serve una nuova norma, basterebbe anche applicare le norme che ci sono e mi riferisco, ovviamente, al fatto che le regioni possono provvedere al contenimento della popolazione dei cinghiali, applicando le disposizioni contenute nell’articolo 11-quaterdecies, comma 5, del decreto-legge n. 203 del 30 settembre 2005, convertito con legge n. 248 del 2 dicembre 2005, allo scopo di effettuare i piani di prelievo selettivo senza limiti temporali.

Rilevo che, con una nota congiunta dello scorso 21 aprile, dei Ministri della Salute, delle Politiche agricole e della Transizione ecologica, è stato trasmesso alle regioni un documento di indirizzo tecnico anche sulla gestione del cinghiale, al fine di fornire un supporto specifico nella redazione e nell’aggiornamento dei singoli piani regionali di gestione degli ungulati.

Inoltre, come correttamente rilevato nella domanda dell’interrogante, oggi è possibile l’utilizzo di soggetti diversi da quelli previsti dall’articolo 19, comma 2, della legge n. 157 del 1992 per effetto di una sentenza della Corte costituzionale che sembra aprire la possibilità di avvalersi di altri soggetti, i cosiddetti coadiutori, a condizione che questi ultimi abbiano frequentato appositi corsi di preparazione organizzati dalla regione sulla base di programmi concordati con ISPRA. È un problema complesso, è oggettivamente complesso, e credo che la banalizzazione politica che mette contro animalisti e chi vuole mettere un’arma in mano a tutti gli agricoltori sia una banalizzazione che non consente un approccio reale e concreto alla soluzione di un problema che c’è, perché sono il primo a dire che la fauna selvatica è una proprietà dello Stato e non possiamo consentire che un bene dello Stato crei danno al privato.

Su questo siamo totalmente allineati. Credo che ci siano molte tecniche scientifiche di riduzione della specie, della penetrazione della specie nei centri in particolare, ma anche di invasione nei campi agricoli. Il prelievo selettivo venatorio è uno di questi elementi, secondo me l’ultimo e probabilmente quello che si potrà mettere in campo contemporaneamente ad altri elementi di soluzione di questo problema, che ormai è davvero un’emergenza, ritengo, non soltanto del comune di Roma, ma del Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

(Foto dalla pagina Facebook di Stefano Patuanelli)

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