MALTRATTAMENTO, LAV: SERVONO CRITERI STRINGENTI PER IL FONDO DEL MINISTERO

MALTRATTAMENTO, LAV: SERVONO CRITERI STRINGENTI PER IL FONDO DEL MINISTERO

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Come è stato utilizzato il Fondo del Ministero dell’Interno per la prevenzione e il contrasto dei reati a danno di animali? Si tratta di 1.800.000 euro stanziati dal Ministero complessivamente nel 2019 e 2020, da investire – per la prima volta – nel potenziamento dei servizi per intercettare le situazioni di illegalità: LAV ha analizzato di dati forniti dalle Prefetture e offre una sua lettura del lavoro svolto, sulla base della documentazione raccolta e di ciò che è stato pubblicato sul sito delle Prefetture. Nel dettaglio, tra le azioni cui può essere destinato il contributo, il Ministero segnala le prestazioni di lavoro straordinario da parte del personale di Polizia locale, l’assunzione a tempo determinato di agenti e l’acquisto di attrezzature e mezzi.

A beneficiare di 1 milione di euro nel 2019 sono le 9 regioni le cui strutture per cani e gatti erano superiori a 50: Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Sicilia.

Per l’anno 2020 lo stanziamento ammonta a 800.000 euro, e nonostante l’importo minore, il contributo è ripartito tra tutte le Regioni e le Province autonome.

La documentazione richiesta dalla LAV è arrivata, seppur non sempre completa, dalle Prefetture di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Genova, L’Aquila, Milano, Napoli, Roma, Torino, Trento, Trieste e Venezia.

Dall’analisi della documentazione emerge come fossero fondate le nostre preoccupazioni circa il pericolo di eccessiva dispersione del Fondo, che avrebbe potuto compromettere la definizione di specifiche progettualità, poiché nelle 7 Regioni che ci hanno inviato la documentazione risulta che nel 2019 abbiano presentato progettualità e beneficiato del Fondo che avrebbe potuto compromettere la definizione di specifiche progettualità fossero fondate, poiché nelle 7 Regioni che ci hanno inviato la documentazione risulta che nel 2019 abbiano presentato progettualità e beneficiato del fondo 103 Comuni, mentre nel 2020 su 13 tra Regioni e Province autonome solo 99, Lombardia esclusa da entrambe le annualità poiché non ci ha inviato le progettualità dei Comuni beneficiari del fondo nel 2020.

Nel 2019, inoltre, hanno rinunciato al contributo 6 Comuni, 28 non hanno lo invece speso per intero e nel 2020 hanno rinunciato in 9. E sempre nel 2020 nessun Comune della Regione Piemonte ha presentato un progetto.

“LAV nutriva aspettative riguardo a uno stanziamento mai avvenuto in passato e che avrebbe potuto creare un’occasione importante avviare progetti specifici e strutturati finalizzati al contrasto dei maltrattamenti, in sinergia tra tutti i soggetti coinvolti nella tutela degli animali – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile Area Animali familiari – Preoccupati che le progettualità non rispettassero pienamente le finalità dello stanziamento e che i fondi potessero essere erogati anche per progetti che con il contrasto dei maltrattamenti avevano poco o nulla a che fare, abbiamo voluto verificare come sono stati impiegati. Altra preoccupazione che si è rivelata fondata era che l’eccessiva dispersione del Fondo avrebbe potuto compromettere specifiche progettualità e incidere sull’efficacia dei progetti. L’auspicio è che questa occasione importante per arginare i maltrattamenti di animali, sostenuta con un Fondo ad hoc, non venga dispersa: consigliamo di chiarire e delimitare con maggiore chiarezza le finalità dello stanziamento rappresentato – lo ricordiamo – da denaro pubblico”.

La finalità di prevenire e contrastare i maltrattamenti è stata rispettata?

Non poche delle attività finanziate dal Fondo sono focalizzate alla prevenzione del randagismo (controllo del territorio, cattura dei cani vaganti, cura delle colonie feline, sterilizzazione di cani e gatti sul territorio, realizzazione di box nelle strutture di accoglienza e acquisto di cucce) inclusa la verifica dell’osservanza dell’obbligo di raccolta delle deiezioni.

Di numero piuttosto ridotto i progetti relativi al controllo su strutture, attività commerciali e verifica di segnalazioni di detenzione inidonea, con riferimento alla prevenzione dei maltrattamenti. Tra i progetti che hanno ottenuto un finanziamento e che poco hanno a che fare con il contrasto del maltrattamento si distingue quello della Provincia di Trento: dello stanziamento ha beneficiato l’Ordine Provinciale dei Medici Veterinari per un corso di formazione per forze di sicurezza, volontari e associazioni che gestiscono i canili (costo 6.500 euro, un po’ esoso, ma soprattutto l’acquisto di materiale vario – da aghi a lettino-barella e per oltre 8.000 euro, ci lascia perplessi. E si distinguono i due progetti fotocopia dei Comuni marchigiani Palmiano e Roccafluvione per l’acquisto di lettori di microchip e fototrappole – strumenti certamente utili per accertare situazioni di illegalità – ma acquistati per “sanzionare i soggetti che sporcheranno il suolo pubblico con le defecazioni dei propri animali da compagnia senza raccoglierle” e per “incastrare i soggetti che si renderanno artefici”. Un legittimo dubbio ci assale: “l’acquisto di materiale sanitario e i controlli sulle deiezioni contrasteranno davvero in modo efficace i maltrattamenti?”

L’impiego dei fondi

Nel 2019 emerge come le spese abbiano riguardato in massima parte le prestazioni di lavoro straordinario, le spese per mezzi e attrezzature non sono sostenute da tutti i Comuni. Per quanto riguarda l’assunzione di personale della polizia a tempo determinato, solo 8 Comuni hanno assunto un totale di 13 agenti.

Come emerge dai progetti, dai report e dalle relazioni finali non sempre i fondi sono stati utilizzati per la prevenzione e il contrasto dei maltrattamenti, hanno infatti trovato spazio anche attività di prevenzione e gestione del randagismo, qualche Comune ha impiegato il contributo anche per la cura degli animali. Che ci sia stata confusione lo dimostra anche l’acquisto di una Dog Toilette o l’impiego di parte del Fondo per pagare, la retta di alcuni cani nel canile convenzionato.

Da segnalare anche che non tutti i Comuni hanno speso la somma erogata.

Positive le iniziative contro l’abbandono di animali come le giornate di microchippatura realizzate in 7 Comuni grazie alle quali sono stati identificati centinaia di cani proteggendoli dall’abbandono e dai maltrattamenti che ne possono conseguire, così come le attività di controllo sull’obbligo del microchip per i cani, in alcune zone d’Italia ancora molto disatteso.

Per quanto riguarda le progettualità relative al Fondo 2020, stando ai progetti che ci sono stati inviati, non sempre è stata rispettata la prescrizione secondo la quale la quota destinata al pagamento delle spese correnti non deve essere superiore al 50% del totale. Alcune progettualità, infatti, non prevedono l’acquisto di mezzi e attrezzature.

Alcuni Comuni (soprattutto pugliesi) hanno previsto la collaborazione con le Associazioni animaliste locali o le Guardie zoofile, e secondo i report del 2019 ricevuti ha portato risultati positivi.

Positiva è anche la convenzione stipulata dal Comune di Verona con l’OIPA grazie alla quale nel febbraio 2021 è stato attivato uno sportello con lo scopo di fornire informazioni e raccogliere segnalazioni su tematiche relative al maltrattamento degli animali. Così come è positivo il progetto “Nucleo difesa animale” di Parma (nucleo operativo di volontari operanti per la prevenzione, la tutela e contrasto dei maltrattamenti agli animali). Anche il piccolo Comune di Ugento in provincia di Lecce si è distinto positivamente tra le varie attività e ha approvato anche un Regolamento comunale per la tutela degli animali.

Bene anche i Comuni pugliesi di Ruvo di Puglia, Corato e Cutrofiano dove a fronte di una progettualità che ha previsto anche l’impiego di agenti di Polizia locale assunti a tempo determinato si sono raggiunti buoni risultati.

Tra le proposte avanzate da LAV anche la disponibilità a organizzare corsi di formazione gratuiti per le Polizie locali in tema di maltrattamento in danno agli animali. La Prefettura di Roma e quella di Rieti hanno accolto la proposta formativa LAV, ma non vi hanno dato alcun seguito. Il Comune di Belluno, invece, ha contattato LAV per un corso di formazione per le Forze dell’Ordine e i medici veterinari dell’ULSS, LAV ha accolto la proposta.

I risultati dell’attività di controllo

Non è facile fare un bilancio delle attività del Fondo nel 2019 a causa di relazioni non esaustive, disomogenee, troppo generiche, del tutto assenti o almeno non condivise con LAV. Dalla Prefettura di Roma, ad esempio, non abbiamo avuto né report né relazioni finali, da quella di Ancona, non sempre le relazioni finali, ma un report aggiornato di avanzamento lavori. Riguardo all’annualità 2020 non è possibile fare nemmeno un bilancio di massima poiché la documentazione finale non ci è stata trasmessa e oltre a non essere pubblicata sui siti delle Prefetture, alcune attività sono ancora in corso.

Alcuni documenti peraltro parlano genericamente di controlli o sopraluoghi senza un dato numerico degli stessi, altri invece parlano di controlli sui cani dando dati complessivi che comprendono verifica del microchip, delle modalità di detenzione e in alcuni casi anche dell’obbligo a carico del conduttore di portare con sé gli strumenti per la raccolta delle deiezioni. Anche in merito alla rendicontazione dei controlli sulle strutture vi è confusione, si tratta di canili, gattili o di allevamenti? In genere non è specificato, motivo per il quale abbiamo inserito nel totale delle strutture controllate anche i 7 negozi di vendita di animali e i 16 canili che invece erano specificati. I controlli sui canili, come i controlli in generale, potrebbero essere certamente di più, ma dall’analisi dei dati che ci sono stati forniti emerge un numero decisamente basso di strutture di ricovero controllate, eppure la Circolare del Ministero del 2019 evidenziava come l’attività ispettiva e di monitoraggio avesse portato alla ribalta della cronaca situazioni precarie caratterizzate da canili sovraffollati e ove gli animali non fossero accuditi in maniera idonea, inoltre aveva destinato il Fondo alle Regioni con un numero di strutture di accoglienza per cani e gatti superiore a 50. Probabilmente si sarebbero dovute chiarire meglio le finalità dello stanziamento del Ministero dell’Interno.

Alcune relazioni finali riportano solo il numero degli illeciti contestati e da ciò naturalmente non è possibile dedurre quanti controlli siano stati effettuati in quanto nel corso di un solo controllo se ne possono ravvisare più di uno.

Nota dolente il tema degli Illeciti: 368 in totale quelli contestati, di cui 191 nelle Marche e 144 in Puglia. Eppure, in totale risultano essere state controllate 469 strutture tra le quali abbiamo ricompreso anche 16 canili e 7 negozi (385 solo ad Ancona, ma il dato ci lascia perplessi), effettuati 221 sopraluoghi sul territorio o in abitazioni private ed effettuati controlli su 4.289 cani dei quali 2.368 a Milano che ha specificato che fossero sull’obbligo del microchip e che si è distinta positivamente anche per 17 indagini di Polizia giudiziaria. A questi si aggiungano i controlli dei quali non è stato dato un dato numerico. Si tratta solo di stime in quanto spesso non ci è stata trasmessa la documentazione completa e spesso non sono indicati dati numerici.

“La contestazione degli illeciti sull’attività di controllo non è un dettaglio: gli esiti dei progetti che abbiamo potuto constatare confermano la necessità di formazione degli agenti addetti al controllo, formazione che ha trovato poco spazio nelle progettualità e che LAV ha sempre ritenuto necessaria, tanto da essersi offerta di erogarla gratuitamente – conclude Ilaria Innocenti, responsabile LAV –  Sebbene sia emerse criticità, LAV auspica che il Fondo per il contrasto dei maltrattamenti sia rinnovato annualmente ma con criteri più stringenti e rigorosi per contrastare con efficacia il maltrattamento e per la necessaria trasparenza amministrativa”.

NOTA e FONTI

Premesso che questo lavoro non vuole essere una “analisi” esaustiva poiché i dati sono incompleti, seppure aggiornati al 3 settembre 2021, ci auguriamo possa comunque risultare una utile panoramica dell’impiego dei fondi.

FONTI consultate (aggiornamento al 3 settembre 2021):

Corrispondenza con Ministero dell’Interno e Regioni Dati dalle Prefetture di: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Genova, L’Aquila, Milano, Napoli, Roma, Torino, Trento, Trieste e Venezia.

Siti delle Prefetture di:

Ancona: pubblicato il 10.08. 2021 non ci sono aggiornamenti

Bari: aggiornato al 31.08.2021

Bologna: non risultano dati pubblicati

Cagliari: pubblicato il 14.07.2021

Genova: pubblicato 22.07.2021

L’Aquila: pubblicato il 03.09.2021

Milano: non risultano dati pubblicati

Napoli: pubblicato in data 20.07.2021

Roma: pubblicato in data 22.07.2021

Torino: non risultano dati pubblicati

Trento: non risultano dati pubblicati

Trieste: pubblicato il 5.08.2021

Venezia: non risultano dati pubblicati

(Testo Lav, foto di repertorio)

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