CLIMA, CINGOLANI: “DA COP26 SPERIAMO ACCORDO SUI 1,5 GRADI”

CLIMA, CINGOLANI: “DA COP26 SPERIAMO ACCORDO SUI 1,5 GRADI”

72
CONDIVIDI

Il merito della presidenza italiana del G20 e della Cop26 e’ di aver “sdoganato un concetto che era nell’aria ma mai digerito e messo nero su bianco: non esiste una cura per la crisi climatica che non sia sinergica ad una cura per le disuguaglianze globali. Sono intimamente connesse e la sfida e’ molto piu’ complessa”. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, interviene all’evento ‘l’Impegno dell’Italia a livello internazionale per una ripresa sostenibile e resiliente’ organizzato dal segretariato dell’ASviS con l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, e passa in rassegna gli ultimi risultati raggiunti dal G20 Ambiente di Napoli alla ministeriale di Milano e l’incontro a Lussemburgo tra i ministri dei 26. Tra i temi su cui il ministro si e’ soffermato e’ il ritardo sull’Accordo di Parigi e il riscaldamento globale. “Bisogna tenere viva l’idea che mantenere una aumento della temperatura a 1,5 gradi e non andare a 2 gradi. Si spera di concludere in Cop26 l’accordo su 1,5 gradi”. Cingolani ha poi sottolineato l’importanza del tema finanza sostenibile. “Sulla finanza siamo in ritardo, i Paesi avanzati avrebbero dovuto portare 100 miliardi di supporto ai piu’ vulnerabili, non siamo arrivati a 60 miliardi e poi c’e’ stata l’interruzione Covid che non ha aiutato e la crisi economica durante la pandemia ed e’ riemerso anche grazie all’aiuto dei giovani. Il messaggio che viene portato in Cop26 e’ che sulla finanza dobbiamo raccogliere i 100 miliardi come promesso dal 2015 e iniziare un processo virtuoso di partnership pubblico-privato e i 100 miliardi devono avere come target i mille miliardi, vale a dire una leva di fattore 10 rispetto agli investimenti che saranno in grado di attrarre. Un’operazione colossale che dovra’ durare anni”.

Commenti

commenti