CLIMA, IL PREMIO NOBEL PARISI: “IL PIL NON È TUTTO”

CLIMA, IL PREMIO NOBEL PARISI: “IL PIL NON È TUTTO”

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Un monito, ma anche una ‘bacchettata’ a governi e politica. Il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi interviene a Montecitorio alla giornata inaugurale di Pre-Cop26, la riunione dei Parlamenti del mondo in vista dell’appuntamento di Glasgow a novembre. E non usa giri di parole per mettere in guardia: “L’umanità deve fare delle scelte essenziali e contrastare con forza il cambiamento climatico”. Ma è soprattutto la politica a dover intervenire. E non solo per mitigare l’effetto serra. Serve una strategia d’azione su vari fronti, a partire da quello economico. E qui arriva il monito del premio Nobel: “Il Pil dei singoli Paesi è alla base delle decisioni politiche e la missione dei governi sembra essere quella di aumentare il Pil il più possibile, obiettivo però che è in profondo contrasto con l’arresto del cambiamento climatico”. Parisi cita quindi Robert Kennedy (“Il Pil misura tutto tranne il perché la vita merita di essere vissuta”). E avverte: “Il Pil non è una buona misura dell’economia, cattura la quantità ma non la qualità della crescita. Se il Pil rimarrà al centro dell’attenzione il nostro futuro sarà ben triste”, per questo si devono usare anche altri indici.

“Bloccare il cambiamento climatico impegnerà i nostri anni futuri, le nuove generazioni sono un punto cruciale. Dobbiamo dare un’educazione scientifica a partire dalla scuola materna. Il futuro è dei giovani, che devono avranno tutti gli strumenti per orientarsi”, spiega il premio Nobel Parisi.

Sfortunatamente le azioni intraprese dai governi non sono state all’altezza della sfida e i risultati sono stati estremamente modesti. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti: inondazioni, uragani, ondate di calore e incendi devastanti di cui siamo stati spettatori attoniti sono solo un timidissimo assaggio di quello che avverà nel futuro. Ora forse inizia una reazione più risoluta ma abbiamo bisogno di misure più incisive”, insiste Parisi, che ricorre a una metafora: “E’ come guidare la notte: le scienze sono i fari ma la responsabilità di non andare fuori strada è del guidatore”. “E’ molto difficile capire quale potrebbe essere lo scenario futuro: servono interventi decisi non solo per bloccare le emissioni dei gas serra ma servono anche investimenti scientifici, abbiamo bisogno di nuove tecnologie non inquinabili, dobbiamo evitare di cadere nella trappola terribile dell’esaurimento delle risorse naturali. Bloccare il cambiamento climatico richiede uno sforzo mostruoso, con un costo colossale, con cambiamenti che incideranno sulle nostre esistenze, e la politica deve fare in modo che questi costi incidano meno sul grosso della popolazione, i costi devono essere distribuiti in maniera equa”.

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