SARDEGNA, DUE TARTARUGHE LIBERATE DOPO 35 ANNI DI CATTIVITA’

SARDEGNA, DUE TARTARUGHE LIBERATE DOPO 35 ANNI DI CATTIVITA’

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E’ stata indicata dagli esperti come un primato mondiale la liberazione, stamane, nel mare del Sinis, in Sardegna, di due tartarughe ‘Caretta caretta’ in cattivita’ per 35 anni. La storia di Genoveffa e Gavino, cosi’ sono stati chiamati i due esemplari, inizia dieci anni fa, nel 2011, quando sono stati trasferiti dall’acquario di Alghero al Centro di Recupero del Sinis, a Cabras (Oristano), su disposizione del tribunale di Sassari a causa delle loro precarie condizioni di salute. Dopo un breve rientro nell’acquario di Alghero, le due tartarughe marine sono state nuovamente sequestrate nel 2013. I veterinari Paolo Briguglio e Monica Pais se ne sono presi cura nei locali del CReS, in attesa di un pronto recupero e della liberazione avvenuta oggi, a dieci anni dal sequestro.

Grazie all’intermediazione tra il personale della clinica veterinaria e il ministero della Transizione Ecologica curata dai carabinieri forestali, per l’acquisizione dei provvedimenti di dissequestro e di autorizzazione al rilascio, oggi le due tartarughe ormai trentacinquenni sono di nuovo libere. Quello di stamane e’ stato un evento senza precedenti, unico al mondo, hanno spiegato i responsabili dell’Area marina protetta Penisola del Sinis Isola di Maldiventre, “in quanto non risultano altre liberazioni di esemplari di Caretta caretta dopo tanti anni di cattivita'”. “Solamente Jacques Cousteau fece un esperimento simile, con una tartaruga verde da sempre in cattivita’, e gli studi di allora dimostrarono che l’animale prosegui’ la sua vita senza difficolta'”, ha ricordato il direttore dell’Area marina Massimo Marras. “Le tartarughe sono note per la loro longevita’, crediamo sia stato un dovere morale aver dato loro la liberta'”. A far da madrina alla cerimonia di liberazione, cui hanno partecipato quasi duecento persone, e’ stata la giornalista televisiva Licia Colo’. In mare sono tornate anche altre due tartarughe curate sempre nel Centro di recupero di San Giovanni.

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