INCONTRO CON CINGOLANI, FFF: “INSODDISFATTI, MA CI HA ASCOLTATI”

INCONTRO CON CINGOLANI, FFF: “INSODDISFATTI, MA CI HA ASCOLTATI”

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Gli attivisti del movimento Fridays for future Italia hanno incontrato ieri il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, per portargli “la voce delle centinaia di migliaia di persone che hanno riempito le piazze le scorse settimane”, scrivono i giovani in una nota diffusa oggi riportata da Dire. I cinque rappresentanti del movimento hanno sollevato diverse richieste, tra cui l’azzeramento dei circa 20 miliardi di sussidi dannosi per l’ambiente, su cui il ministro si è detto d’accordo, e il non finanziamento pubblico di soluzioni come l’idrogeno blu e il CCS, che tuttavia le aziende private e le grandi partecipate dell’energia italiane potranno utilizzare. Cingolani ha anche escluso l’uso del nucleare in Italia e la contrarietà al suo riconoscimento a livello europeo come fonte rinnovabile. “Non possiamo essere soddisfatti di come siamo usciti da questo incontro, perché non abbiamo visto la voglia e l’urgenza di comunicare al meglio la crisi climatica- ha commentato Michela Spina, attivista dei FFF- ma il ministro si è mostrato aperto al confronto. Quindi non siamo totalmente insoddisfatti, perché non ci ha sbattutto la porta in faccia”. Per non superare l’aumento di +1,5 gradi, gli attivisti chiedono di “ridurre progressivamente e drasticamente anche le estrazioni di gas, dal divieto di nuove concessioni, all’intervento sui giacimenti già attivi, partendo da quelli non compatibili con le linee guida del PiTESAI”, spiegano. I passi in avanti, quindi, per i Fridays non sono sufficienti. “Ogni strumento (scientifico, tecnologico, politico, comunicativo) deve essere usato con urgenza ed efficacia per far fronte a tale emergenza, che già oggi sta causando catastrofi ecologiche e sanitarie in tutto il mondo, con un costo altissimo anche in vite umane. Risulta necessario continuare a ribadire tale premessa, che non appare ancora compresa dal ministero”, precisano i ragazzi.

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