NORD ITALIA, INQUINAMENTO IN CONTINUO CALO MA NON BASTA

NORD ITALIA, INQUINAMENTO IN CONTINUO CALO MA NON BASTA

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Spesso si pensa il contrario ma, stando ai dati, la qualità dell’aria continua a migliorare, almeno nel Nord Italia. A rivelarlo – riporta Il Sole 24 Ore – i dati raccolti dagli scienziati nell’ambito del programma europeo Prepair sulla qualità dell’aria nell’Italia del Nord e in Slovenia. È un ricordo remoto l’anidride solforosa che fino agli anni ’90 rendeva acida la pioggia da Torino a Venezia, da Verona a Forlì; continuano a ribassare ossidi di azoto, ammoniaca, polveri fini (tranne quando piove la sabbia sahariana che fa risalire le Pm10 e le Pm2,5). Lo dicono gli scienziati. Le principali fonti di inquinamento sono quelle che molti cittadini non sospettano: sono il trasporto merci, l’allevamento e l’agricoltura, i caminetti e le stufe a legna e a pellet, mentre sono in secondo piano le fonti di inquinamento cui in molti attribuiscono un peso maggiore, cioè le auto e gli impianti di riscaldamento a gas o gasolio.

Il miglioramento però non basta. Lo conferma una condanna irrogata un anno fa dall’Ue all’Italia. L’aria padana resta fra le peggiori d’Europa. E purtroppo lo resterà a lungo. Bisogna lavorare ancora molto perché troppo spesso sono superati gli obiettivi europei e il piano padano — per la sua natura di bacino chiuso, fertilissimo, umido e brulicante di vita vegetale e animale — è condannato ad avere per sempre aria lercia.

A dispetto dei dati, i cittadini padani sono straconvinti (circa il 63%) che no, che ogni anno l’aria sia sempre più irrespirabile e che la qualità peggiori in modo nettissimo. Gli inquinanti arrivano da furgoni merci (21%), agricoltura e allevamenti (19%), riscaldamento a legna o pellet con camini e stufe (17%). Sono fuori dal podio le emissioni delle fabbriche (16%), auto e moto (13%), il riscaldamento a gas o a gasolio (3%), le centrali elettriche e la produzione di energia (3%), altre fonti (8%).

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